Il Tirreno

Grosseto

Lorenzo Mascagni annuncia «La mia giunta sarà tutta nuova»

di Gabriele Baldanzi
Lorenzo Mascagni annuncia «La mia giunta sarà tutta nuova»

Il candidato del centrosinistra rompe gli indugi e prende in mano il timone contro le divisioni interne «Chiedo al Pd di essere unito con me. E a Cerciello faccio tanti auguri per il suo incoerente futuro»

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GROSSETO. Nel giorno in cui l’Udc ed Emanuel Cerciello escono definitivamente dall’orbita del centrosinistra, nel giorno in cui il leader della civica Fare Grosseto ribadisce che non sarà al fianco del Pd; nel giorno in cui si rincorrono le voci di un sondaggio stoppato dai livelli regionali del partito per evitare la conta nel momento peggiore, Lorenzo Mascagni esce allo scoperto e detta la linea.

Lo fa a suo modo. Senza urlare. Dando peso e profondità alle parole. Tra oggi e sabato l’assemblea comunale del Pd ha l’ultima occasione per ratificare una serie di decisioni non secondarie (liste, simboli, esclusioni), per fare chiarezza e chiudere ogni diaspora aperta dopo il 6 marzo. Il messaggio di Mascagni è indirizzato proprio ai big del suo partito. L’avvocato, nel momento forse più difficile di questa estenuante campagna elettorale, ribadisce i punti fermi, fissa la rotta. Con una novità importantissima: se sarà sindaco, puntualizza Mascagni, la sua giunta sarà del tutto nuova.

«Ho già avuto modo di dirlo più volte: la mia visione della politica, in particolare della cosa pubblica, parte da concetti semplici. Il candidato sindaco di questa città deve essere una persona libera, non accettare condizioni e condizionamenti di alcun genere. Questo non vuol dire non ricercare punti di incontro. Io voglio una coalizione coesa, vorrei creare un “sistema” che sappia guidare la comunità. Ecco perché non costruisco alleanze solo per vincere le elezioni. Preferisco governare».

Sono di oggi le dimissioni dell'assessore Cerciello, espressione di quel centro che lei dovrebbe avere come riferimento naturale. È uno stillicidio di lacerazioni e contrasti. Come risponde?

«Credo che l’unità di cui dicevo si possa raggiungere con un accordo più alto, che in qualche modo vada oltre le organizzazioni e parli direttamente ai cittadini. La città chiede chiarezza e rinnovamento. E anche io desidero chiarezza e rinnovamento. Quello che è stato fatto dalla giunta guidata da Emilio Bonifazi, fortunatamente, è una base importante da cui ripartire e accelerare. Grosseto è una città solida dal punto di vista sociale con un buon livello di qualità della vita. Da qui bisogna ripartire e rendere questa base un trampolino. Nel buon governo c’è spazio per tutti coloro che sapranno coniugare seriamente i principi di partecipazione, verità, premura e fiducia. Una fiducia da restituire anche e soprattutto alle persone. Per quanto riguarda l’ex assessore Cerciello, gli faccio tanti auguri per il suo incoerente futuro».

Le liste dei candidati quando saranno pronte? M5s e centrodestra sono già in pista da tempo.

«La ricerca dell’unità sulle idee, sui progetti, sui programmi è il mio obiettivo. E vale anche per la formazione delle liste dei candidati, che sono quasi chiuse e che si contraddistinguono per i tanti volti nuovi».

Come pensa di superare le diversità presenti soprattutto all’interno del suo partito?

«Credo che la gente del Pd voglia il bene della città. Io penso che il bene si ottenga con un rinnovamento di idee e di persone. È il metodo da applicare a tutta la classe dirigente diffusa della città. Candidarsi agli anni futuri adottando vecchi sistemi non è possibile».

Non pensa che nel Pd le resistenze alla sua candidatura abbiano radicalizzato le divisioni interne?

«Il Pd, come partito di maggioranza ed espressione del candidato sindaco, ha il dovere di farsi carico del bisogno, della richiesta di rinnovamento che sale dalla nostra gente. Credo lo abbia fatto collegialmente e democraticamente scegliendomi. È necessario, ora, saper ascoltare e trarre le conseguenze, comprendere e compiere le scelte necessarie. Chiedo quindi al Pd di essere tutto unito con me in questo percorso e di saperlo interpretare fino in fondo nei rapporti interni e con gli alleati».

È vero che se lei sarà sindaco, la giunta sarà completamente nuova?

«Rinnovare. Ripeto questa parola, perché dovrà a mio parere permeare la formazione delle liste e il governo della città. Per quanto mi riguarda, se sarò sindaco, la giunta sarà del tutto nuova».

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