Panebianco apre le porte alla fusione di tre Comuni
Il vicesindaco di Castel del Piano punta all’accordo con Arcidosso e Seggiano Marini è poco propenso, Secci tentenna: «Non si fanno i conti senza l’oste»
CASTEL DEL PIANO. Il vicesindaco di Castel del Piano Salvatore Panebianco, da sempre contrario a ipotesi fusioniste, cambia idea e apre alla fusione fra Castel del Piano, Seggiano e Arcidosso: «I tempi sono maturi - dice - abbiamo perso anche troppo tempo. Ci vorranno mesi prima di poter arrivare a una svolta e occorre stringere i tempi entro il 2016, altrimenti perdiamo la possibilità di accedere agli incentivi regionali e ci faranno fare le fusioni per forza».
Panebianco specifica di non avere ancora sentito Arcidosso e Seggiano: «Ma io - spiega - voglio dare un’accelerata all’inizio di un percorso per stimolare la discussione anche a livello di consiglio comunale. Proporrò, infatti, di parlarne nella sede consiliare anche con la minoranza e bisogna che pure la comunità dia il via a una riflessione in proposito». Panebianco confessa di essere stato contrario finora: «Ero contrario - dice - ma visto che adesso la Regione che ci aveva sollecitato a dar vita all’Unione dei comuni, sta fortemente premendo verso le fusioni, credo sia arrivato il momento di muoversi. C’è necessità di un cambiamento radicale. E il fatto che se ne cominci a parlare a Castel del Piano, non significa che si vuole primeggiare. Castel del Piano, Arcidosso e Seggiano partiranno alla pari. Per il bene comune invito tutti, anche la minoranza, a fare mente locale su questa cosa. I comuni sono ridotti al lumicino. Non riusciamo a chiudere i bilanci. È il momento di sfruttare le risorse che ci mettono a disposizione».
Panebianco fa leva sulla contiguità territoriale dei tre comuni e sul fatto che c’è già un’Unione comunale: «Ormai - dice - tutti i servizi sono associati. Che differenza fa se invece dell’Unione si passa alla vera e propria fusione?».
L’uscita di Panebianco arriva dopo varie prese di posizione di esponenti istituzionali dell’Amiata: Federico Balocchi, sindaco di Santa Fiora, ad esempio, che si è espresso per la fusione, Lucio Corsetti, vicesindaco di Semproniano che ha fatto la stessa cosa, così come gli esponenti di minoranza di Seggiano, arrivati ai seggi consiliari proprio con una lista fusionista e la minoranza di Castell’Azzara posizionata sulla necessità della fusione. Per altri sindaci la decisione non è così lapalissiana: Jacopo Marini, ad esempio, sindaco di Arcidosso, poco propenso, sembra, al momento, alla fusione, Claudio Franci primo cittadino di Castel del Piano che non l'ha esclusa ma che la considera una via che è possibile percorrere; Gianpiero Secco sindaco di Seggiano che poco tempo addietro ebbe a dichiarare: «Non si possono fare i conti senza l’oste».
Oltretutto, si dice, Seggiano guarda con interesse dalla parte della Val d’Orcia, verso Castiglione e non verso Castel del Piano.
Insomma, per adesso, il puzzle è da comporre. Ma Panebianco tira dritto: «Ne parlerò - dice - anche nella sezione del Partito socialista italiano a cui appartengo. Passo dopo passo. Per adesso è urgente discuterne in un apposito punto all'ordine del giorno del consiglio comunale. La proposta arriverà prima possibile. Poi le sedi politiche. Mentre, spero, che i cittadini vogliano cominciare a pensarci sul serio».
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