«Benini sapeva della mia ineleggibilità»
Al processo all’attuale sindaco, l’ex consigliere Zanfardino testimone sul caso delle dimissioni del 2011
FOLLONICA. Benini sapeva della sua ineleggibilità? «Benini era informatissimo. A me la questione della mia ineleggibilità fu detta da un componente della giunta e Benini partecipava alle riunioni di giunta. Se la notizia veniva dalla giunta, Benini la sapeva…».
Testimone per l'accusa, l'ex consigliere comunale di minoranza Gennaro Zanfardino porta le sue dichiarazioni nell'aula in cui si sta processando per rifiuto di atti d'ufficio (ma la difesa sostiene caso mai l'omissione) l'attuale sindaco di Follonica, che all'epoca dei fatti (aprile/maggio 2011) era presidente del consiglio comunale: non avrebbe contestato a Zanfardino le cause della sua ineleggibilità, perché il consigliere aveva un debito con l'amministrazione. L'ex esponente del Pdl ha già chiuso le sue pendenze con la giustizia, patteggiando nel 2013 quindici giorni all'udienza preliminare per il falso contenuto nell'autodichiarazione sottoscritta al momento dell'elezione, dopo le consultazioni del 6 e 7 giugno 2009.
Zanfardino ha accettato di rispondere alle domande del pm Laura D'Amelio: «Avevo un debito con il Comune, ma erano cose precedenti alla mia elezione: altrimenti me ne sarei ricordato. Quando mi venne richiesto di candidarmi non mi vennero in mente». Il pm ricorda che si trattava di ottomila euro per il periodo 2000-2008 per la sua posizione personale e di dodicimila per il periodo 2000-2004 per la posizione societaria: questioni di nettezza urbana e similari. «Né Benini né altri mi dissero mai niente. Quando venni informato, era un venerdì, io andai dal mio amico avvocato Lera che mi consigliò di dimettermi. E io scrissi subito la lettera, la portò lui in municipio il lunedì perché io ero partito per un viaggio». Come venne a sapere della questione ineleggibilità? «Seppi tutto nel corridoio del secondo piano, davanti al nostro piccolo ufficio della minoranza. Me lo disse un membro della giunta».
Chi era, chiede il difensore di Benini, l'avvocato Luciano Giorgi? «L'assessore Rapezzi», che sarà sentita a novembre, nella prossima udienza. A Zanfardino, che ha dichiarato di non sapere dell'esistenza di una lettera che gli uffici del Comune avevano inviato a Benini per segnalare l'incompatibilità, Giorgi ha fatto ricordare la sua attività politica, fatta tra l'altro di settanta interrogazioni presentate personalmente in due anni, a fronte delle 140 in totale del gruppo di minoranza. «Ho dato tanta noia», riassume il testimone. (p.s.)
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