«Teorema ad arte per scopi politici» È bufera sul filmato
Per Mascagni e Bonifazi è un caso montato dagli avversari Fabrizio Rossi nega: «Gli autori non sono del mio partito»
GROSSETO. Se ieri c’era stato solo un generico rimprovero del candidato del centrosinistra Lorenzo Mascagni al consigliere di FdI-An Fabrizio Rossi per aver condiviso il video delle “iene maremmane”, oggi il candidato sindaco del Pd, e con lui il sindaco Emilio Bonifazi, lo dicono fuori dai denti: gli autori del filmato sull’idrovora di Marina di Grosseto sarebbero vicini alla destra cittadina e la video denuncia sarebbe montata ad arte in funzione preelettorale.
Il primo a intervenire, ieri mattina, è Emilio Bonifazi, secondo il quale Lorenzo Mancineschi (una delle due “iene”) sarebbe «legato alla destra cittadina, ha filmato senza sapere cosa filmava ed è stato prontamente “condiviso” da esponenti di quella stessa destra, da grillini sparsi e da Grillo stesso, provocando un danno senza precedenti al turismo grossetano». Bonifazi definisce quello della costa grossetana «un mare splendido con efficienti depuratori, non come altrove» e «pulito come confermano decenni di Bandiera blu, che non viene assegnata per sentito dire ma sulla base di criteri precisi e verificabili, e numerosissime analisi dell’acqua». Definisce quindi le “iene maremmane” «campioni di irresponsabilità, demagogia e incompetenza che non sanno distinguere la sabbia e le alghe deteriorate dal petrolio». E, rivolto agli avversari politici, chiosa: «Grazie tante a quelli che della città che dicono di voler governare in realtà se ne fregano, visto che per sapere come stavano le cose bastava una telefonata».
A poche ore dal tuffo dimostrativo del candidato sindaco del centrodestra Antonfrancesco Vivarelli Colonna vicino all’idrovora, il capogruppo in consiglio comunale di FdI-An, Fabrizio Rossi, ritorna sul proprio post in cui ha condiviso il video delle “iene maremmane” con il sibillino commento «non ho parole... E quelle che ho è meglio se me le tengo per me». E lo fa proprio in risposta a Mascagni. Rossi dà al candidato di centrosinistra del «pugile suonato», difende l’operato degli autori del video («sono stati chiamati dai cittadini» e «si assumono la responsabilità dei commenti»), smentisce di aver fatto denuncia e accusa Mascagni di strumentalizzare politicamente la vicenda «confondendo _ dice – una delle “iene”, che si chiama David Rossi, col sottoscritto». La vicenda, precisa, «non ha niente di politico o legato alla campagna elettorale... I signori non fanno parte del mio partito o di uno degli altri della coalizione di centrodestra». Ricordando l’infanzia e i tanti amici a Marina, chiude con un renziano #mascagnistaisereno.
La risposta di Lorenzo Mascagni arriva a stretto giro. «Vivarelli Colonna fa il bagno per tentare di recuperare quanto causato da un finto giornalista già candidato con La Destra e condiviso dal leader di FdI – dice –. Il metodo di spargere falsità rimane, così come il gravissimo danno alla nostra economia del mare». Il candidato ne è convinto: il video «doveva essere uno scoop da utilizzare contro una parte politica» ma «si è rivelato una colossale bufala contro la nostra frazione». Il tuffo di Vivarelli Colonna? Un gesto «riparatore – dice Mascagni – nel chiaro intento di rimediare ai danni commessi dai propri supporter» da derubricare tra i «gesti ad alto contenuto scenico... che poco hanno a che vedere con la buona politica. Che dovrebbe essere prima di tutto sobria». Mascagni torna a sottolineare il «pesante danno» per la reputazione turistica di Marina e ribadisce: il video delle “iene” sarebbe nato «per costruire un teorema da usare a fini politici. Lo dimostra senza tema di smentita la sequela di video postati sulla loro pagina Facebook. Qualcuno in questo gioco di specchi si è trovato a proprio agio assecondandolo nella speranza di trarne vantaggio politico. Minacciare querele o tuffarsi in mare non modifica nulla rispetto a un collateralismo imbarazzante». (f.f.)
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