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Il sindaco sbotta: «Ora basta» Presto parlerà con le famiglie

FOLLONICA. «Ora basta». Così il sindaco di Follonica, Andrea Benini, commenta il gesto delle neomaggiorenni del golfo. Il primo cittadino parla di senso civico, di crescita consapevole, di danno alla...

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FOLLONICA. «Ora basta». Così il sindaco di Follonica, Andrea Benini, commenta il gesto delle neomaggiorenni del golfo. Il primo cittadino parla di senso civico, di crescita consapevole, di danno alla collettività: ancora non ha deciso come procedere, se per esempio far ripulire i muri sporcati al Florida e alla Casa Storta dalle stesse autrici. Di sicuro intende parlare della vicenda con le famiglie e con le ragazzine, per far comprendere loro la gravità del loro gesto che è andato a deturpare non solo un bene comune ma due spazi storici della città. «Sinceramente ora vorrei dire solamente basta - dice Benini - I valori di una società civile dovrebbero tornare ad essere al centro dell’educazione dei ragazzi, sia che si tratti di scuole, come istituzioni, che di famiglie: crescere consapevolmente sapendo che i beni di tutti devono essere curati da ciascuno di noi. L’anno scorso di questi tempi una sera intorno a mezzanotte, mi sono ritrovato io stesso ad urlare contro dei ragazzini di 15, 16 anni, che stavano tranquillamente sbarbando le piantine appena messe nella pineta di ponente: i loro cinque minuti di follia sono costati all’amministrazione del denaro che poi è denaro dei follonichesi. Anche stavolta saremo costretti a ripulire, sempre utilizzando soldi pubblici. È l’ora veramente di dire basta a tali atti privi di ogni logica. Trovo profondamente ingiusto che una comunità debba pagare gli errori di alcuni». Il gesto poi è stato aggravato dalla pubblicazione su Facebook della foto del messaggio, perchè l'aver reso quell’azione pubblica con noncuranza delle conseguenze, apre ancora un altro capitolo. «Manca forse la consapevolezza del danno commesso - continua Benini - l’aver messo sui social quelle immagini rende tutto ancora più grave: forse quel muro è stato preso come un oggetto da deturpare? Manca di base il senso di cittadinanza». C’è di più: in tutta questa vicenda entra di diritto anche un consigliere comunale di maggioranza, Barbara Sandrucci, che oltre alla carica politica è una insegnante di ruolo e il caso ha voluto che sia proprio la docente di una delle autrici delle scritte. «Sinceramente quando ho visto la foto su Facebook sono rimasta basita - commenta la professoressa - Stamani (ieri per chi legge) non ho potuto parlare con la mia allieva perché la classe aveva un appuntamento extra scolastico, ma non mancherò di discuterne appena avrò lezione con lei e i suoi compagni: un gesto simile non può restare impunito e la scuola oltre ad occuparsi di formazione didattica deve avere anche un valore educativo». (p.v.)

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