Altro villino sequestrato Pugno duro sugli abusi
MONTE ARGENTARIO. Sequestrato un altro immobile abusivo all’Argentario. Procede incessante l’attività di controllo della polizia municipale che, dopo un appartamento messo sotto sigilli i giorni...
MONTE ARGENTARIO. Sequestrato un altro immobile abusivo all’Argentario. Procede incessante l’attività di controllo della polizia municipale che, dopo un appartamento messo sotto sigilli i giorni scorsi alla Cacciarella alta, ha individuato un altro caso in località La Soda.
Si tratta di un villino situato sul lato mare, nei pressi della scogliera. Gli agenti hanno trovato un cantiere aperto con lavori abusivi non segnalati da nessun cartello. L’opera riguardava l’aggiunta alla costruzione già esistente di manufatti e stanze, chiuse e nascoste. L’edificio è stato sottoposto a sequestro con la comunicazione della notizia di reato inviata alla Procura, in attesa dell’ordinanza di ripristino del luogo com’era prima dell’abuso. «Questo - sottolinea il comandante della polizia municipale - dimostra che ancora una volta, all’Argentario, la febbre dell’abuso sul mattone non è mai ferma del tutto, quindi il nostro controllo sul territorio è importante, insieme a quello delle altre forze dell’ordine. Ci auguriamo che sia un deterrente per chi compie queste opere. Nell’arco di pochissimi giorni sono stati trovati e sequestrati due cantieri: ciò la dice lunga sulla situazione. Queste sono state scoperte facendo un’azione mirata di pattugliamento. C’è una campagna in corso di prevenzione e dissuasione rispetto a questo tipo di reati. E che proseguirà sicuramente anche per tutta l’estate». «Quella contro l’abusivismo è una battaglia costante - aggiunge il sindaco Arturo Cerulli - A mio parere andrebbero anche inasprite le pene e velocizzati i procedimenti punitivi per chi continua a fare queste cose, cercando di fregare l’Argentario sia in termini di permessi che di soldi evasi. Noi con la Municipale e gli altri organi preposti cerchiamo di rilevare le irregolarità, anche se spesso i provvedimenti vengono impugnati davanti al Tar, rallentando molto i processi. Se invece si pagassero le conseguenze nella giusta maniera passerebbe la voglia a tutti di farlo. Ci rendiamo conto che è impossibile trovare tutti gli abusi ma continuiamo la nostra opera seguendo una legge che, secondo me, dovrebbe essere dunque più snella».
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