Le Nazione Unite rifaranno il look al borgo di Gerfalco
È una delle venti località mondiali giudicate da preservare In un progetto il recupero della pavimentazione del paese
MONTIERI. Dalle parole alle Nazioni Unite: il percorso è lungo ma già tracciato. Protagonista di questo cammino sarà Gerfalco, il piccolo borgo montierino pronto a tornare alla bellezza di un tempo attraverso un progetto ambizioso che porterà alla completa ripavimentazione del paese con tecniche e materiali sperimentali ma in perfetta linea con la sua valorizzazione architettonica. È un progetto che negli obiettivi dei protagonisti porterà Gerfalco nella lista dei venti insediamenti mondiali – una manciata dunque – coinvolti in politiche di preservazione storica, volute dalle Nazioni Unite che alla fine valuteranno i lavori realizzati. La storia. Ne sono passati di anni da quando le popolazioni germaniche diedero il nome a questo angolo di Maremma (Gerfalco viene dal tedesco medievale ger falke: portatore di falco) e nonostante le molte casate che si sono alternate al comando di questi colli, il borgo è sempre rimasto confinato tra i suoi boschi, con il suo fascino e la sua pace. Adesso però è arrivato il momento del grande salto, che porterà il piccolo paese montierino all’attenzione del mondo intero.
La grande chance. L’occasione è arrivata nel momento in cui l’amministrazione comunale ha deciso di indire un bando per la ripavimentazione della frazione, cercando ditte e tecnici specializzati. La gara viene vinta dallo studio Baffo srl grazie a un’offerta «altamente competitiva e all’avanguardia». Alla base di questa offerta c’è una campagna di rilievi approfonditi, allargata a tutto il borgo, che porta ben presto a stilare il progetto esecutivo. Contemporaneamente poi, l'amministrazione insieme alla Baffo srl prendono contatti con gli esperti dell’Università di Padova e dall’insieme di queste energie nasce l’obiettivo di far rientrare Gerfalco nei venti insediamenti di rilevanza planetaria per la sua conservazione, sia storica che architettonica.
A stretto giro. L’intenzione è quella di poter aprire il cantiere già dai prossimi mesi, anche se intanto l’amministrazione, di pari passo con gli altri protagonisti coinvolti, vorrebbe organizzare un convegno entro la fine di giugno per spiegare nel dettaglio gli aspetti di questo rifacimento della pavimentazione; molte informazioni si possono già trovare nel sito progettogerfalco.it, senza dover lavorare troppo si fantasia.
Il progetto. In cosa consiste questa impresa architettonica? «Nello specifico verranno utilizzate pavimentazioni dalle caratteristiche estetiche e funzionali già presenti all’interno del borgo con soluzioni di impiego tali da valorizzare i collegamenti pedonali e carrabili del borgo – si legge sul sito – Il progetto pone l’attenzione sul recupero delle pavimentazioni esistenti come conservazione del tracciato, sia come valenza storica che come salvaguardia della soluzione architettonica originaria».
Macigno Toscano. In parole povere: il paese avrà delle strade e dei vicoli rimessi a nuovo, pur ricalcando quelli storici. E per non intaccare quella preservazione cara alle Nazioni Unite, il materiale con cui prenderà forma la ripavimentazione sarà il Macigno Toscano, una pietra ottenuta dalla cava di Caprolo tra le colline fiorentine di Greve in Chianti. «Le pavimentazioni stradali previste dal progetto definitivo collimano con scelte architettoniche già presenti all’interno del borgo storico» continua la spiegazione sul sito. I lavori non riguarderanno soltanto la superficie delle strade, ma anche i sotterranei. La rete delle acque bianche sarà fatta ex novo, mentre la rete idrica sarà incrementata da un nuovo tracciato.
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