Il presidio
La fiera del Madonnino scommette sugli ovini
BRACCAGNI. A Braccagni arrivano 270 esemplari di ovini. E la grande novità di quest’anno alla Fiera del Madonnino è: la prima edizione della mostra mercato dedicata agli ovini e ai caprini maschi, da...
BRACCAGNI. A Braccagni arrivano 270 esemplari di ovini. E la grande novità di quest’anno alla Fiera del Madonnino è: la prima edizione della mostra mercato dedicata agli ovini e ai caprini maschi, da riproduzione. Camera di Commercio, Grosseto Fiere e associazione allevatori Arat presentano la prima edizione di questa mostra mercato. L’appuntamento è dunque alla Fiera del Madonnino in programma al Centro Fiere di Braccagni dal 22 al 25 aprile.
Di rilievo per la trentottesima edizione ci sono due eventi legati alla pastorizia: entrambi al secondo round e di status regionale: parliamo della mostra degli ovini (iscritti al libro generalogico) di razza appenninica e della rassegna degli ovini iscritti al registro anagrafico della pecora dell’Amiata.
Sono tre appuntamenti dunque che porteranno al Madonnino 270 specie ovine da circa 40 aziende toscane che esporranno dai sei a dieci capi ognuna divisi per età, sesso e categoria.
Per i capi che sfileranno nell’ambito dei tre eventi ci sarà una giuria di esperti dell’Associazione nazionale della Pastorizia-Assonapa che valuterà e assegnerà premi.
«In un momento difficile per l’economia locale – dice Riccardo Breda, presidente della Camera di Commercio di Grosseto – la zootecnia riesce a farsi largo con esposizioni che aiuteranno a promuovere la filiera e le nostre produzioni di pregio».
Le tre mostre daranno visibilità a diverse qualità di ovini: la Razza Appenninica, la più diffusa in Toscana, la Pecora Amiatina autoctona, le razze ovicaprine da riproduzione.
La provincia di Grosseto è al primo posto nella top della zootecnica regionale rappresentando circa il 50% del comparto toscano; la produzione principale è data dal latte e dalla carne, di cui beneficiano le aziende casearie e quelle della filiera della macellazione; la Maremma si conferma dunque luogo ideale di mostre e contrattazioni, con positivi impatti per l’economia del territorio.
«Grosseto Fiere – dice il presidente di GrossetoFiere Andrea Masini – farà di tutto perchè questi appuntamenti diventino fissi nei prossimi anni».
È un segnale positivo, quello lanciato dall’ente fieristico che trova riscontro anche a livello dei vertici regionali e locali di Arat. «La provincia di Grosseto – dicono il presidente regionale Claudio Massaro e quello locale Gaetano Dalia – è il presente e sarà il futuro del settore, basti notare la crescita esponenziale delle iscrizioni degli allevatori maremmani alla nostra associazione. Questi eventi vanno incontro sia al riconoscimento ed al miglioramento genetico delle produzioni che per la valorizzazione della razza autoctona».
Stefano Fabbroni
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