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Terremoto centrosinistra, l’Udc minaccia di lasciare

Francesca Ferri
Terremoto centrosinistra, l’Udc minaccia di lasciare

Cerciello accusa Simiani (Pd) di «aprire a civiche di estrema destra» dopo i colloqui del segretario con Lamioni

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GROSSETO. Terremoto nella coalizione di centrosinistra che sostiene la candidatura a sindaco di Lorenzo Mascagni. L’Udc di Emanuel Cerciello rompe i ponti e annuncia di voler abbandonare la coalizione dopo le prove di dialogo del segretario del Pd Marco Simiani «con liste civiche di estrema destra», dice il commissario Cerciello in una nota.

Cerciello non fa nomi ma il riferimento è chiaramente al movimento civico Passione per Grosseto di Giovanni Lamioni, ex presidente della Camera di commercio, che fino alla vigilia delle Regionali 2015 – quando si candidò alla carica di governatore – era sostenuto dallo stesso Udc nazionale, ma non da quello locale, che appoggiò Enrico Rossi e il Pd. Ci sarebbero proprio questi vecchi attriti alla base della decisione di Cerciello, anche perché lui stesso cita le Regionali come momento in cui «è scaduto il tempo per per cercare eventuali alleanze».

Cerciello definisce «improvvide e inopportune» le prove di dialogo di Simiani e gli chiede di chiarire «chi sta cercando e in cambio di cosa. Continuare a dialogare o ancor peggio cercare accordi con chi ha sempre manifestato idee di destra contrarie al metodo di governo regionale e soprattutto locale ci appare una scorrettezza e un suicidio politico al quale ci sottraiamo». E, sempre senza citare Passione per Grosseto o Lamioni, ricorda una «campagna regionale più denigratoria che elettorale proprio contro questo Pd, mai smentita o corretta». Lamioni, tra le altre cose, disse che non aveva mai votato a sinistra e mai l’avrebbe fatto e fu durissimo col governo locale del Pd.

Rinnovando la propria stima verso Simiani, Cerciello si domanda «a che livello sia arrivato l’indice di dignità politica di alcuni dirigenti» pd «troppo impegnati a guardare a come occupare la destra dello schieramento, peraltro già occupata dall’Udc, e non impegnarsi a ricucire il drammatico strappo alla sinistra» del partito.

«Per me si deve uscire – dice al telefono Cerciello – fino a quando la questione non sarà chiarita, comunque rimetto la decisione al direzione del partito». Un’assemblea è stata convocata d’urgenza per martedì 5 alle 21.

«Rimango basito – dice Simiani al telefono – Non siamo mai andati a cercare, né mai cercheremo, il voto dell’estrema destra. Dopo le primarie siamo stati contattati sia da persone della sinistra diffusa sia dall’area moderata e, con la coalizione, abbiamo ragionato insieme per valutare di allargarla. Dai quattro alleati, compreso Emanuel Cerciello, ho avuto mandato di vedere quali potevano essere alcune soluzioni con alcune persone della sinistra diffusa e dell’area moderata, quindi Marco Sabatini (Sel), con cui abbiamo ragionato anche su Orbetello, Scansano e Roccalbegna, e Rinaldo Carlicchi di Passione. Abbiamo ragionato con loro su quali possono essere i punti programmatici e politici e poi avremmo fatto un ulteriore incontro con la coalizione per valutare insieme, perché il nostro accordo prevede che le decisioni vengano prese in modo collegiale». Cerciello smentisce, però, di aver dato a Simiani il placet per Lamioni: «Non gli contesto di averci parlato, ma di aprirgli la porta», dice il commissario Udc.

Cosa deciderà l’Udc martedì sera? E, di fronte a un eventuale aut aut, a chi – tra Udc e Passione per Grosseto – sono disposti a rinunciare il Pd (al cui interno ci sarebbero idee contrastanti in proposito) e gli altri alleati?

 

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