Il Tirreno

Grosseto

«Teleriscaldamento, contatori e sconti»

Santa Fiora, il comitato torna a chiedere al Comune l’annullamento del Regolamento con la società

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SANTA FIORA. Contatori per tutte le utenze entro il 31 dicembre 2016 e una tariffa articolata su una quota fissa leggermente inferiore a quella attuale. Sono i risultati dell’ultima assemblea del comitato spontaneo per il Teleriscaldamento bene comunedel che si è svolta in Amiata nei giorni scorsi.

Un’assemblea un po’ meno partecipata rispetto alle due precedenti – per stessa ammissione degli organizzatori – probabilmente a causa dei tempi lunghi che si preannunciano «a causa – dice il comitato – delle incertezze dell’amministrazione comunale e della scarsa volontà di Amiata Energia nel valutare le proposte sollecitate dal Comitato e assumere le relative decisioni».

Eppure fra i cittadini sembra molto aumentata la consapevolezza della posta in gioco.

Scopo dell’assemblea era informare sugli sviluppi della trattativa in atto e delle proposte scaturite al tavolo di lavoro istituito dal Comune con i membri del comitato e di Amiata Energia ma all’assemblea i rappresentanti istituzionali non si sono presentati.

C’era però il consigliere d’opposizione Riccardo Ciaffarafà che ha annunciato la presentazione di una mozione a sostegno della petizione su cui il comitato sta raccogliendo le firme dei cittadini, e con cui chiede l’annullamento della delibera del consiglio comunale 19 del 30 giugno 2015 che ha approvato il nuovo Regolamento di fornitura del servizio di teleriscaldamento.

Sulla base del decreto legislativo 102 del 2014 Amiata Energia dovrà installare in tutte le utenze, entro il 31 dicembre, contatori in grado di misurare gli effettivi consumi di calore. Perciò il comitato ritiene superato il Regolamento e vuole che sia sostituito con uno che preveda il calcolo della tariffa a misura.

Su questo presupposto è stata elaborata una proposta, che il comitato condivide, di «una tariffa articolata su una quota fissa di 120 euro all’anno e su una quota variabile di 90 euro per ogni Mwh di calore prelevato dalla rete; in questo modo si andrebbe a pagare una tariffa leggermente inferiore a quella attuale (circa un 6-7 per cento in meno), su cui però ogni utente potrà intervenire, adeguando i consumi alle effettive necessità». Secondo il comitato questa soluzione favorirebbe un consistente aumento degli allacciamenti, «necessario ad assicurare il futuro della società».

In questa logica «appare sostanzialmente dilatoria – dice il comitato – la posizione dell’amministrazione comunale che sta sostenendo la volontà di Amiata Energia di presentare un nuovo interpello all’Agenzia delle Entrate (dopo quello sibillino proposto prima dell’approvazione del Regolamento e oggetto di un’altrettanto sibillina risposta) per accertare se lo Stato può accordare il credito di imposta anche alle quantità di calore che non raggiungono le utenze ma vengono disperse dalla rete a causa delle rotture e delle carenze di isolamento»

Per il comitato il Comune dovrebbe rompere gli indugi e chiedere ad Amiata Energia di cambiare strada, a partire dall’annullamento delle raccomandate inviate per l’adesione al nuovo contratto ed adeguarsi alla legge che prevede la stipula di contratti che tengano conto della quantità effettiva di calore consumato.

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