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Grosseto

Il pesce entra in carcere con Slow Food

Il pesce entra in carcere con Slow Food

Per i 10 anni del progetto “Gusto e libertà” ospiti speciali i pescatori della laguna di Orbetello

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È dal 2006 che nel carcere di Massa Marittima l’associazione Slow Food Monteregio porta avanti “Gusto è libertà”, il progetto gastronomico sulle produzioni agroalimentari come mezzo di rieducazione e inclusione sociale basato sui valori etici e naturali del buon utilizzo dei prodotti e del cibo. Domani verranno festeggiati i 10 anni del progetto realizzato attraverso i laboratori del gusto, gli incontri pomeridiani dove i detenuti, i produttori e privati cittadini entrano in contatto attraverso le conoscenze legate alla cultura dell’alimentazione, alle produzioni agro-alimentari, ed alle loro specificità territoriali. L’esperienza, con oltre 75 appuntamenti mensili, è giunta al termine del decimo anno di vita e nel tempo ha contribuito alla riabilitazione dei detenuti stimolandoli al reinserimento nel mondo del lavoro: «in questa casa circondariale abbiamo la possibilità di iscriverci al biennio dell’istituto professionale Enogastronomico – aveva spiegato in passato Daniele, uno dei trentotto detenuti di Massa – seguire questi corsi per alcuni di noi significa approfondire un po’ gli argomenti, poi ci sono altri che lavorano e che si occupano di alimenti e anche loro possono avere interesse».

Negli ultimi 3 anni Slow Food Monteregio con la collaborazione della casa circondariale di Massa Marittima e del Cpia di Grosseto, è stato capofila di un progetto europeo sul tema del cibo denominato “Taste of Freedom” nato nell’ambito dell’educazione permanente e rivolto agli adulti ristretti.

Il progetto ha coinvolto 6 carceri europee dove si sono potute sperimentare attività che hanno aperto spazi educativi, cooperazione tra coloro che operano all’interno degli istituti penitenziari, opportunità di integrazione e acquisizione di conoscenze e competenze legate al cibo. Domani, alle 16,30 nella casa circondariale si terrà il 76° laboratorio del gusto dedicato al “Pesce d’aprile in carcere”.

Si tratta di un argomento mai affrontato in precedenza e durante l’incontro saranno trattati gli aspetti della cultura locale della Maremma. Protagonisti di questo incontro saranno i pescatori di Orbetello, orgogliosi testimoni della tradizione della pesca nell’omonima laguna che parleranno delle iniziative di valorizzazione dei Presidi Slow Food della “Bottarga di Orbetello” e della “Palamita del Mare di Toscana”, degli scambi culturali e tecnici con le comunità dell’isola di Robinson Crusoe e con le donne della comunità Imraguen in Mauritania. I pescatori parleranno inoltre del progetto della pesca tradizionale: spiegheranno cosa fanno in laguna, l’attenzione che hanno per l’ambiente. Curatori saranno Massimo Bernacchini, Fausto Costagli, Pierluigi Piro con la cooperativa i Pescatori di Orbetello e con Alleanza Slow Food del Cuochi. (g.s.)

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