Il presidio
Crollo nel ristorante condonato, l'esperto: "In spiaggia meglio il legno del calcestruzzo"
L'ingegnere Paolo Polvani spiega cosa può essere successo a Castiglione della Pescaia. "Oggi nuove opere sono possibili solo se di facile rimozione"
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. «L’acciaio e il ferro? Sul mare da tempo non li utilizzo più perché sono più facilmente deteriorabili». Paolo Polvani, viareggino, ingegnere civile che ha seguito le pratiche di alcuni stabilimenti balneari versiliesi alle prese con la direttiva Bolkestein, ha maturato negli anni una certa esperienza nella costruzione di edifici in prossimità del mare.
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Cosa può essere successo a Castiglion della Pescaia?
«Non posso dirlo con esattezza, non conosco il caso. E’ evidente che ha ceduto la pavimentazione, le strutture portanti mi risulta che siano rimaste intatte».
Si tratta di un ristorante in cemento armato, come si fa a capire quando una struttura si deteriora?
«Di solito il solaio o altre parti cedono quando si deteriora il ferro».
E’ possibile accorgersene?
«Sì, prima di arrivare al ferro, abitualmente, si vedono segni di scorticamento sul cemento»
Colpa dell’acqua di mare?
«Non solo, anche del salmastro»
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Quindi per costruire sul mare sarebbe meglio evitare il calcestruzzo?
«Dipende, certo oggi sarebbe consigliabile costruire in legno. Meglio se in legno rivestito. Oppure il laterocemento o i mattoni. Il cemento armato necessità di adeguata manutenzione».
Le opere su palafitte hanno dei vantaggi?
«Direi di no. Sono usate per sfruttare la vicinanza al mare e questo è l’aspetto principale.
Ma cosa si può costruire sul demanio marittimo?
«Innanzitutto bisogna distinguere tra opere di facile rimozione e difficile rimozione. Le prime, di solito hanno strutture portanti in legno ed acciaio e possono essere facilmente smantellate. Con le seconde s’intende essenzialmente opere in muratura. Quest’ultime finiscono poi con l’essere poi incamerate dallo Stato quando scade la concessione»
Cosa è necessario?
«Intanto il nulla osta del demanio. Serve poi il parere del genio civile e questo vale sia per le opere amovibili che inamobivili. Fino a pochi anni fa per le prime non era necessario. Poi è necessario il collaudo eseguito da un tecnico iscritto all’albo da almeno 10 anni e che non abbia rapporti con il committente. Il costo è a carico di chi realizza l’intervento. E poi c’è il permesso a costruire, la Scia o cos’altro è previsto».
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Vincoli?
«Ovviamente il vincolo paesaggistico previsto per i 300 metri dal mare. Ma ogni area costiera può avere propri vincoli. Penso, per esempio, a chi costruisce a Torre del Lago che ha il vincolo del Parco di Migliarino-San Rossore».
Quanto durano le concessioni?
«Quella standard è di 6 anni per le strutture di facile rimozione, per le altre si può arrivare fino a 20 anni. Richieste che si stanno formulando da parte degli operatori balneari proprio per evitare le aste della Bolkestein».
Si potranno costruire altri edifici come quello di Castiglion della Pescaia?
«No, già il Pit della Regione Toscana consente solo opere di facile rimozione».
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