Addio Luca, i volontari portano a spalla la bara
Commossa cerimonia funebre ad Albinia per la morte del cartolaio Maccari A settembre una grande prova di protezione civile sarà intitolata a lui
ALBINIA. Ad Albinia regnava il silenzio, ieri. A interromperlo è stato solo il rintocco delle campane diffuso per la cittadina. «La nostra comunità adesso è più povera», ha detto don Antonio, parroco di Albinia, salutando per l’ultima volta Gian Luca Maccari, il cartolaio morto venerdì dopo una lunga malattia.
L’intera frazione è andata a rendere omaggio a una delle grandi anime di Albinia che negli anni ha lasciato la sua impronta nella vita sociale del paese. Il feretro di Luca è arrivato ad Albinia in mattinata. Tante le persone che alla spicciolata hanno portato un saluto, una parola di conforto alla moglie Antonietta, ai figli Yuri e Ilenia.
A proteggere la bara posta all’altare sono stati il picchetto della Misericordia, i suoi amici volontari che hanno condiviso con Luca tanti interventi e che gli hanno dato l’ultimo abbraccio disponendosi a pochi metri dal feretro per restituire all’uomo almeno un po’ di quell'amore e quella presenza che lui aveva sempre dimostrato.
Ai lati dell’altare lo stendardo della Misericordia di Albinia listato a lutto e il palio del Carnevaletto da Tre soldi anch’esso listato a lutto.
Luca amava il Carnevale e finché ha potuto ne è stato parte attiva.
Ieri era sabato santo, per un gioco del destino le parole del Vangelo sono quelle dell’evangelista Luca. Maccari è stato strappato alla vita il venerdì santo, il giorno della passione di Gesù.
«Luca ha conosciuto la passione della malattia, la passione del Cristo è diventata la sua - dice il sacerdote - e come Cristo l’ha sopportata».
Luca era una persona buona, semplice, schietta, disponibile. Lo era davvero.
«A volte certi giudizi si danno dopo che una persona è morta - dice il celebrante - ma lui era davvero così, sempre pronto per tutti». I ricordi sono tanti. «È un momento difficile - confessa Roberto Trucchi, governatore della Misericordia di Albinia e amico di Luca - ma come non ricordare le cene del sabato sera e le vacanze sul lago di Garda e in Sardegna quando, caro Luca, hai tentato di insegnarmi a pescare ma io non ci sono riuscito. Ci sei sempre stato. Domenica ti ho visto e ti ho chiesto come stavi - continua rivolgendosi all’amico la cui foto guarda sorridente la folla commossa - e tu mi hai risposto: aspetto». Luca era consapevole dello stadio a cui era arrivata la sua malattia. Anche i colleghi della Misericordia lo hanno salutato con una lettera ricordando i tanti momenti vissuti insieme.
Toccante il ricordo che la nuora di Maccari ha scritto come se a scrivere fosse suo figlio, nipote di Luca. «Venivo sempre da te e ti mettevo il telecomando in mano per vedere i cartoni animati. Venivo in negozio e tu mi facevi fare tutto quello che volevo perché dicevi che tanto lì dentro era tutto mio. Ora devo imparare a pescare per diventare bravo come me». Luca amava la sua attività in via Maremmana. Ed è lì che, dopo la cerimonia funebre, è stato portato a spalla dai volontari della Misericordia. La sua cartoleria fino a poco prima chiusa a lutto è stata riaperta perché Luca la potesse “vedere” per l’ultima volta. A settembre sarà fatta una grande prova di protezione civile intitolata a Luca Maccari, un albiniese, un grande volontario.
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