Il Tirreno

Grosseto

Il circolo rischia di chiudere «Le spese sono insostenibili»

di Paola Villani
Il circolo rischia di chiudere «Le spese sono insostenibili»

Aperto negli anni Cinquanta a Senzuno è uno dei punti di aggregazione più importanti del golfo È di proprietà del Pd: i gestori chiedono l’intervento del Comune per non abbassare le saracinesche

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FOLLONICA. Il circolo Arci di Senzuno a rischio chiusura. Per ora si tratta solamente di rumors, ma a quanto pare dopo il 31 marzo la saracinesca dello spazio ricreativo di via Portogallo resterà abbassata.

Luogo storico di ritrovo di moltissimi follonichesi il circolo esiste dagli anni Cinquanta: è uno dei punti di riferimento del quartiere Senzuno e conta circa cento soci. I locali dove trova spazio l’associazione sono oggi di proprietà del Partito Democratico (prima erano del partito comunista), che tra l’altro ha la propria sede proprio al piano superiore: il fondo è circa di 100 metri quadrati e si divide in due zone, una dedicata alla somministrazione di bevande e una più piccola dove si trovano alcune slot machine, dove tra l’altro poche settimane fa è stato anche commesso un furto.

In pratica ogni tre anni i soci eleggono presidente, vice e segretario, che poi sono i banconieri, cioè coloro che gestiscono l’attività e che con i guadagni pagano le spese. Ma se in molte altre città gli affitti per i circoli Arci non ammontano mai a più di cinquecento euro, a Follonica il canone mensile è di 1.400 euro, come raccontano alcuni soci.

Un costo alto considerato che poi a questo vanno aggiunte le altre spese per i servizi e per i prodotti da banco: alla fine del mese insomma le uscite quasi superano le entrate. I conti tornano poco e andare avanti è sempre più difficile. «Siamo preoccupati perché questo spazio ha un valore sociale molto importante», dicono alcuni soci.

Le abitudini di tanti abitanti del quartiere, ma anche di chi vive distante dalla zona, si legano al circolino: lì si prende un caffè, una bibita, si fanno due chiacchiere con gli amici di sempre, una partita a carte. D’estate si trascorre il tempo nello stesso modo magari all’esterno dove c’è più aria. Un punto di ritrovo che ha una valenza sociale più che commerciale. «Per noi questo spazio è molto importante – raccontano ancora alcuni follonichesi – Qui trascorriamo del tempo, facciamo due parole con gli amici, insomma il valore che ha è per noi alto: in più per il quartiere è una tradizione e pensare che possa chiudere per sempre sinceramente ci dispiace molto. Capiamo che al giorno d’oggi per avere in affitto dei locali serve il denaro, quello che chiediamo è che l’amministrazione si interessi del caso e magari ci dia una soluzione alternativa». Un’idea potrebbe essere quella di installare un prefabbricato simile a quello che si trova accanto al bocciodromo di via Etruria: un locale non molto grande che potrebbe trovare spazio nell’area di fronte all’attuale sede del circolo. In quell’area verde tra l’altro il Comune ha intenzione di apportare delle migliorie mettendo dei giochi per i bambini.

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