Espulso dall’Italia rientra illegalmente Patteggia 8 mesi
GROSSETO. In un italiano sufficientemente chiaro, Augustine Dako, 43 anni, nazionalità nigeriana, ha spiegato al giudice De Vincenzi di essere scappato dal suo paese perché lì dei criminali...
GROSSETO. In un italiano sufficientemente chiaro, Augustine Dako, 43 anni, nazionalità nigeriana, ha spiegato al giudice De Vincenzi di essere scappato dal suo paese perché lì dei criminali minacciavano di morte lui e la moglie: «Volevano soldi da me, altrimenti ci avrebbero ucciso». Così Dako aveva attraversato l’Africa, si era imbarcato ed era approdato a Palermo. L’altro giorno la polizia di stato lo ha trovato al centro di accoglienza della Rugginosa. E lo ha arrestato, perché Dako era stato espulso nell’agosto scorso dall’Italia e addirittura accompagnato in aereo nel suo paese il mese successivo: non poteva tornare in Italia. Tra l’altro, lo straniero ha numerosi precedenti penali.
Legittimo l’arresto, ha stabilito il giudice, che non ha deciso misure, pur concedendo il nulla osta all’espulsione: se Dako chiederà asilo per le minacce e se potrà dimostrare ciò che ha detto, si avvierà la procedura che impedirà il suo rimpatrio. Di lui si occuperà comunque l’ufficio immigrazione. L’uomo, assistito dall’avvocato Serena Catocci, ha intanto patteggiato con il pm Laura D’Amelio la pena per il ritorno clandestino in Italia: otto mesi.
(p.s.)
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