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Aggredì la moglie incinta spingendola oltre il balcone
GROSSETO. Uno è accusato di aver aggredito la convivente quando questa era in gravidanza; un altro di aver percosso la madre per chiedere soldi da spendere in alcolici; un terzo imputato di aver...
GROSSETO. Uno è accusato di aver aggredito la convivente quando questa era in gravidanza; un altro di aver percosso la madre per chiedere soldi da spendere in alcolici; un terzo imputato di aver minacciato la moglie di sfregiarla con l'acido.
Sono stati tutti rinviati a giudizio per maltrattamenti, per tre casi distinti. All'udienza preliminare il giudice ha ritenuto che vi siano elementi utili per sostenere un'accusa in dibattimento, come chiesto dalla Procura, e ha disposto il processo per tutti e tre i casi.
Quello della moglie incinta risale al periodo 2008-2014. L'uomo, 38 anni, deve rispondere anche di quell'episodio in cui - con lei in gravidanza - spinse la donna (oggi 32 anni) oltre la ringhiera del balcone dell’appartamento in cui abitavano e la fece dondolare dal quarto piano. E poi schiaffi e pugni e minacce (anche con il coltello) di morte. E offese. «Non sei buona a fare un c...», «invece di andare al lavoro vai a fare la tr...». Infine, anche l'omesso versamento dei mezzi di sussistenza ai due figli minorenni, anche dopo che la convivenza era cessata. Il processo per lui inizierà il 3 ottobre.
Prima udienza a luglio, invece, per un grossetano di 45 anni, anche lui accusato di maltrattamenti. Ma nei confronti della madre convivente. Quest'ultima sarebbe stata anche percossa con una scopa sulla mano (luglio 2015). In questo come in altri casi, l'atteggiamento minaccioso e manesco sarebbe stato finalizzato a ottenere del denaro per potersi comprare dell'alcol. Un insieme di comportamenti snodatisi nel periodo 2014-2015. Agli atti di indagine della squadra mobile è allegata anche una consulenza psichiatrica, il cui esito non impedisce comunque di procedere con un dibattimento
«Ti sfregio con l'acido» è ciò che un uomo di 37 anni avrebbe detto alla moglie 32enne. E' il terzo caso di maltrattamenti sfociato dall'udienza preliminare: percosse, minacce di morte, offese, pretese di rapporti sessuali non consenzienti (e ciò costituisce anche un separato capo di violenza sessuale), sequestro in casa con la serratura chiusa a chiave (idem), controllo assillante delle telefonate. L'imputazione si chiude con la contestazione dei mancati contributi al sostentamento della figlia. In questo caso (periodo 2013-2014) a occuparsi del caso era stata la polizia di stato. Prima udienza 18 maggio.
Pierluigi Sposato
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