Il presidio
«Perso tempo prezioso La variante si poteva chiudere già a gennaio»
Centro sportivo, il vicesindaco ricostruisce l’iter della pratica «Rischio geologico? Falso problema, i campi sono esterni»
GROSSETO. L’adozione della variante di Roselle, oltre a liberare gli otto milioni della Regione Toscana destinati al centro degli Etruschi, apre finalmente nuovi scenari per il progetto del centro sportivo preparato dalla famiglia Ceri.
«Direi che siamo nelle condizioni e nei tempi – sottolinea il vicesindaco Paolo Borghi – per chiudere la legislatura dopo aver dato il via al progetto».
«La variante adottata dal consiglio comunale – prosegue Borghi - dovrà passare tra un mese in consiglio comunale per l’approvazione, dopodiché il progetto del Roselle Calcio avrà vita propria. Simone e Mario Ceri dovranno interfacciarsi con gli uffici urbanistica e lavori pubblici».
Borghi, approfitta dell’occasione, per spiegare la storia della variante: «Mi preme precisare prima di tutto che la Regione Toscana ci fece un’osservazione, la 335/28, nella quale ci veniva chiesta una modifica per avere una gestione che garantisse la sostenibilità della risorsa termale. In pratica la Regione voleva dividere la scheda che fino a ieri è rimasta unica, con Terme, campo di calcio, con una parte privata nel mezzo». «Il presidente della commissione urbanistica – precisa Borghi – all’epoca era proprio Giancarlo Tei, che non tenne conto di quella osservazione. Se la variante fosse stata fatta all’epoca adesso non ci sarebbero stati particolari problemi per la costruzione del centro sportivo».
Secondo l’assessore allo sport la questione della variante poteva essere risolta molto prima, evitando le polemiche, che sono proseguite anche nella seduta di ieri mattina.
«Per dare attuazione a quanto sottoscritto con la Regione, nel 2014 – precisa Borghi – per trovare una collocazione al centro di documentazione degli Etruschi, si è dovuto procedere alla redazione di una variante al regolamento urbanistico».
A lavorare sulla variante urbanistica sono stati incaricati, dallo scorso mese di luglio, dal dirigente del settore gestione del territorio De Bianchi gli architetti Bisdomini e Tedeschi.
«Il 19 agosto – prosegue il vicesindaco – ho sollecitato l’attivazione della procedura di variante alla scheda RC02H, ma una settimana dopo l’assessore Tei mi accusa di voler anticipare una decisione del consiglio comunale avendo assegnato un’area di bando sportivo inserita nell’area di recupero, a seguito di bando pubblico. Nella nota Tei mette considerazioni non corrette sui presunti costi di riduzione del rischio idraulico».
Borghi ha sollecitato l’attivazione della procedura con una nota inviata a Tei l’11 settembre: «Ho evidenziato per la prima volta quella che doveva essere la strada da seguire (e che è stata poi seguita), dal punto di vista urbanistico per la redazione della variante: attraverso l’applicazione dell’articolo 88 delle norme di attuazione che ci dà la possibilità di attribuire volumetrie e servizi alle attività sportive con la realizzazione di strutture di servizio, ma anche palestre».
Il 17 novembre, dopo aver sostituito i due progettisti, si è dato il via al procedimento della variante, ma solamente un mese dopo la deliberazione di giunta (16 dicembre) è stato pubblicata sull’albo pretorio la procedura di variante per quindici giorni, con scadenza in data 1° gennaio 2016.
«Considerando che la squadra del Roselle Calcio si sta avviando alla vittoria del campionato e dovrà trovare una nuova casa in attesa della cittadella – precisa Borghi – è stato perso tempo prezioso. Sono stati cambiati due progetti; si è ritardato nei passaggi in consiglio comunale e alla fine è stato bloccato tutto per le Primarie. Credo di non sbagliarmi quando affermo che se tutti si comportavano bene, con un po’ di diplomazia, a gennaio poteva arrivare l’approvazione in consiglio. Adesso possiamo solo augurarci di poter concludere l’iter prima del blocco amministrativo».
E sui ventilati problemi di rischio idrogeologico? «È un falso problema. Il campo di calcio e il diamante per il baseball, che sono nell’area dagli anni ’70, non rientrano nell’area a rischio idrogeologico; gli uffici della società, il bar ristorante saranno collocati in una zona non a rischio».
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