Il Tirreno

Grosseto

Geotermia e regole Un anno dopo linee guida al palo

di Francesca Ferri
Geotermia e regole Un anno dopo linee guida al palo

Il governo doveva emanare norme generali entro ottobre Barocci: «Disattesa la risoluzione del parlamento»

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GROSSETO. Il governo si era impegnato a emanare linee guida per individuare i criteri di valutazione per sfruttare in sicurezza la risorsa geotermica, tenendo conto delle ripercussioni che una centrale ha sulle falde acquifere, sul rischio di un loro inquinamento, sulla qualità dell’aria e sull’induzione della microsismicità.

A distanza di quasi un anno dalla risoluzione con la quale, all’unanimità, le commissioni parlamentari permanenti Ambiente (8ª commissione) e Attività produttive (10ª) hanno impegnato il governo, e a sei mesi dalla scadenza entro la quale il governo si era impegnato a dettare le dodici azioni a tutela dell’ambiente, della salute e del corretto sfruttamento di questa risorsa, il governo – però – rimanda ancora i lavori.

La risoluzione (numero 8-00103) è del 15 aprile 2015. Le linee guida dovevano essere preparate dal governo entro il 15 ottobre 2015 e dovevano contenere anche la zonizzazione del sottosuolo italiano per individuare le aree incompatibili con lo sfruttamento geotermico. L’ultimo punto della risoluzione prevedeva anche la verifica anche delle centrali in essere, tra le quali quelle di Enel green power dell’Amiata, da anni nel mirino degli ambientalisti.

Nel frattempo sono spuntate decine di richieste di costruzione di centrali geotermiche che attendono il via libera, nonostante le forti resistenze delle popolazioni locali. Solo in provincia di Grosseto le istanze inviate alla Regione sono 18 più un progetto pilota, a Montenero d’Orcia, la cui autorizzazione è appesa al ministero dello Sviluppo economico.

Non avendo avuta notizia di quanto richiesto al governo, il 16 marzo la parlamentare di Sel Serena Pellegrino, con i colleghi d’Aula e di partito Adriano Zaccagnini e Filiberto Zaratti, ha presentato un’interrogazione al ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti.

Il timore di Pellegrino, che non esita a parlare di «sospetto», è che «le linee guida, la zonizzazione e gli altri “impegni” del governo... vengano ritardati per consentire le autorizzazioni che altrimenti poi sarebbero impossibili o per mantenere in esercizio impianti che non potrebbero essere rispettosi delle stesse linee guida».

La risposta è arrivata dalla sottosegretaria Silvia Velo. Velo ha spiegato che «è stato attivato uno specifico gruppo di lavoro, coordinato dal ministero dello Sviluppo economico, a cui partecipa il ministero dell’Ambiente. Il gruppo di lavoro ha coinvolto gli stakeholder istituzionali (i soggetti coinvolti) per il necessario supporto tecnico e ha elaborato una bozza consolidata di linee guida». Quanto all’ipotesi di una moratoria sugli impianti geotermici, «pur essendo stata valutata – dice Velo – non ha trovato accoglimento».

La sottosegretaria ribadisce che la geotermia è una risorsa energetica «strategica di interesse nazionale» e dà notizia che per tre impianti pilota il ministero si è conclusa la fase di Valutazione di impatto ambientale. Velo parla quindi di «tempi tecnici del gruppo di lavoro» ma ribadisce che «le linee guida saranno poste al più presto all’approvazione dei ministeri competenti».

Una risposta che non soddisfa gli ambientalisti. Tanto che oggi la rete Nogesi (No geotermia elettrica speculativa e inquinante), che raccoglie associazioni e comitati di tutta Italia, sarà a Roma per incontrare i gruppi parlamentari e denunciare l’inerzia del governo.

Tra loro ci sarà anche Roberto Barocci per Sos Geotermia. «Abbiamo portato gli scienziati a parlare al parlamento – dice Barocci – e il parlamento ha impegnato il governo nel definire delle regole. Il governo però non vuole emanarle. Ci chiediamo allora: che vuol fare il parlamento di fronte a un governo che non vuole definire le regole sulla geotermia e che non rispetta il parlamento? Andiamo avanti a interrogazioni, ma poi saranno gli italiani a valutare cosa fare di un governo che vuole lasciare campo libero alle società».

Dagli incontri di oggi a Roma Nogesi spera di sollecitare le azioni del parlamento nei confronti del governo. «In una prospettiva di mancanza di regole e di mancanza di rispetto verso il parlamento – conclude Barocci – si porrà un problema di sfiducia. Il governo non può far finta di nulla di fronte alle richieste del parlamento».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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