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Grosseto

IL BLITZ

Soldi in cambio della consegna dei documenti, nei guai tre dipendenti

di Francesca Gori
La sede di Tiemme in via Topazio (foto Bf)
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La sede di Tiemme in via Topazio (foto Bf)

Grosseto, perquisizioni nella sede di Tiemme: controllori accusati di avere trattenuto le carte di soggiorno di due donne che non avevano il biglietto dell’autobus

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GROSSETO. Sono accusati di aver chiesto soldi in cambio della restituzione di due carte di soggiorno. Ma come siano andate davvero le cose è ancora difficile da spiegare. Quello che è certo è che ieri mattina le auto della polizia si sono fermate davanti alla porta della sede della Tiemme, in via Topazio e gli agenti, su delega del sostituto procuratore Salvatore Ferraro, hanno perquisito l’ufficio del coordinatore dei verificatori, oltre alla sua abitazione e a quella di due verificatrici della Tiemme.

Tre quindi sono gli indagati, in questa vicenda dai contorni ancora tutti da chiarire. Che sarebbe cominciata qualche settimana fa su un autobus che copre la tratta Gavorrano-Follonica.

Il bus era quasi arrivato nella città del golfo quando le due verificatrici hanno chiesto il biglietto a due donne straniere che erano sul pullman. Erano sprovviste di ticket e le due verificatrici hanno chiesto loro, come da norma, i documenti. Le donne hanno dato i loro permessi di soggiorno ma quando la porta dell’autobus si è aperta alla fermata, anziché prendere il verbale per pagare la multa, sono scappate lasciando lì i loro documenti.

Le verificatrici hanno portato le carte di soggiorno in azienda, insieme ai verbali delle multe non consegnati e al rapporto che giornalmente viene redatto sugli autobus.

Le due straniere non si sono però presentate alla Tiemme per chiedere indietro i loro documenti: sarebbe stato un uomo, qualche giorno fa, a rivolgersi all’azienda presentandosi come il marito di una delle due, per farsi riconsegnare le carte di soggiorno.

Ieri mattina, a sorpresa, alla Tiemme si sono presentati i poliziotti con un mandato di perquisizione firmato dal pm Ferraro.

Le due donne probabilmente hanno presentato querela nei confronti della Tiemme, raccontando di essersi rivolte all’azienda per chiedere che venissero restituiti loro i documenti. Ma anziché ottenere indietro le carte di soggiorno, le verificatrici avrebbero chiesto loro non soltanto di pagare le multe, ma anche di consegnare una somma in denaro “extra”. Le perquisizioni effettuate ieri, sia a casa che in azienda a carico dei tre indagati, sarebbero comunque risultate negative.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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