Il paese si ferma per l’addio a Filippo
Castell’Ottieri in lutto per i funerali del ventisettenne morto in un incidente. Gli amici lo ricordano nelle fotografie
CASTELL’OTTIERI. Castell’Ottieri si è fermata ieri, 15 marzo, alle 15, per i funerali di Filippo Rappoli, il giovane di 27 anni rimasto ucciso in un incidente stradale la sera di giovedì 10 marzo, lungo una strada che da San Giovanni delle Contee lo doveva portare a Castell’Ottieri, frazione di Sorano.
Filippo aveva appena salutato gli amici ed era atteso a cena dalla madre, Agnese. È quindi salito sulla sua Panda e ha imboccato la strada provinciale che costeggia il torrente Vaiana. Una sbandata in curva, poi è finito in acqua dov’è morto. Il padre Renzo, non avendone notizie, lo aveva cercato per tutta la notte, invano. Solo allo spuntare del giorno le ricerche avevano portato su quel torrente, dove l’auto era finita.
Una notizia sconvolgente per il piccolo paese, una comunità dove tutti si conoscono. Una grande famiglia, che ha perso un figlio in un modo così tragico.
Tanta gente, ieri pomeriggio, è arrivata da ogni dove, nel piccolo paesino nel comune di Sorano. Strada stracolma e parcheggi tutti pieni, Castell’Ottieri si è vestita a lutto per dare l’addio a un ragazzo che tutti apprezzavano e amavano e per abbracciare la famiglia.
Nell’omelia della messa, celebrata da tre sacerdoti, don Matias, don Feliciano e don Serio, quest’ultimo, con la voce rotta, ha ricordato Filippo, «amante della vita e stimato da tutti. Allegro, creativo, costruttivo».
Di seguito, portavoce degli amici e di tutta la frazione è stato il ricordo dell’associazione I Castellesi. «I ricordi, come fotografie, cadono a terra in modo scomposto, e ciascuna ti fissa in modo diverso: ora sorridente ora pensieroso, sempre fiero, generoso. Ci siamo chiesti come avresti voluto essere ricordato. Certamente orgoglioso di essere nato in un piccolo paese del tufo. Fiero delle tue origini, bello, energico, forte e generoso».
Le fotografie ricordo degli amici dell’associazione sono sfilate davanti alla marea di gente che era arrivata ad assistere al funerale e ciascuna era un’istantanea di questo giovanissimo castellese «pieno di passione, sorridente e genuino, sempre pronto a metterci la faccia nelle cose che faceva – lo hanno ricordato gli amici – Non sappiamo se saremo capaci di andare avanti senza di te, ma ti promettiamo di impegnarci per non tradire la forza delle tue idee, la tua energia e dedizione nelle iniziative che intraprendevi. Ci mancherai e faremo di tutto per non deluderti».
Tanta gente, dolore e lacrime nella chiesa di Castell’Ottieri. La stessa sindaca, Carla Benocci, visibilmente commossa, ha interpretato il volere di tutta la comunità stringendosi attorno ai familiari e ricordando, con Filippo, anche gli altri giovani morti in incidenti stradali – tre ragazze e un ragazzo hanno perso la vita nel 2012 – che hanno lasciato un vuoto enorme.
Poi è arrivato il momento più drammatico, dalla chiesa verso il piccolo camposanto, a due passi dal luogo dell’incidente. La strada si è trasformata in un fiume di gente, col gonfalone del Comune di Sorano, il labaro dei castellesi e le rappresentanze dell’Arma dei carabinieri, della Protezione civile, della Croce rossa italiana. Un mare di folla in un silenzio surreale, con tantissimi giovani in lacrime venuti a salutare Filippo e a offrire sostegno affettuoso ai genitori e alla sorella Cecilia.
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