Una curva fatale, poi la morte Martedì mattina l’autopsia
CASTELL'OTTIERI. «Non aspettatemi - aveva detto quella sera ai suoi amici - Sono molto stanco, stasera vado a letto». È stato questo l’ultimo saluto di Filippo Rappoli ai suoi amici del circolo, con...
CASTELL'OTTIERI. «Non aspettatemi - aveva detto quella sera ai suoi amici - Sono molto stanco, stasera vado a letto». È stato questo l’ultimo saluto di Filippo Rappoli ai suoi amici del circolo, con cui solitamente si ritrovava anche dopo cena per passare una serata spensierata. Poche parole - quasi un funesto presagio - prima di sparire per sempre e morire, a soli 27 anni, finendo con l’auto fuori strada. Il suo sorriso si è spento troppo presto lungo una strada che da San Giovanni delle Contee lo doveva portare a Castell’Ottieri, frazione di Sorano. Uscito dal circolino che sorge nelle ex scuole e salutati i suoi amici per andare a cena dalla madre, Filippo è salito nella Panda e ha imboccato la strada provinciale che costeggia il torrente Vaiana. Una sbandata in curva, poi è finito in acqua dov’è morto.
Il corpo del ragazzo è stato portato all’obitorio di Grosseto nel primo pomeriggio di venerdì. La Procura ha disposto l’autopsia per domani in tarda mattinata; il funerale sarà probabilmente celebrato martedì. Le spoglie riposeranno nel cimitero di Castell’ottieri.
Il padre, Renzo Rappoli, è uno stimato e conosciuto architetto; la madre si chiama Agnese. La notizia in queste ore ha rapidamente percorso la comunità soranese dove il giovane - studente di archeologia a Roma e animatore dell’associazione culturale I Castellesi - era conosciuto e benvoluto. Per tutta la mattina, ieri, i suoi amici hanno raggiunto il luogo della morte deponendo fiori vicino al torrente. L’amministrazione comunale di Sorano, scioccata dalla tragica scomparsa, si è detta «vicina con tanta solidarietà ai genitori e a tutta la famiglia - così scrivono il sindaco Carla Benocci e il vicesindaco Pierandrea Vanni - Ancora una volta perdiamo una giovane vita in un incidente stradale. Di fronte a questo nuovo dramma non ci sono parole per esprimere un dolore che sicuramente accomuna l’intera comunità e colpisce particolarmente i giovani amici di Filippo. Il pensiero va anche agli altri genitori che hanno perso le loro figlie e i loro figli. A tutti il rinnovato cordoglio e un abbraccio».
È un luogo - quello delle Colline del tufo - che per gli assurdi incroci del destino intreccia storie di straordinaria longevità con tragedie di giovani vite spezzate. La zona ha dato i natali a Otello Pomponi, che ora vive a Viareggio e che ha 108 anni. Lo scorso 8 febbraio ha compiuto 104 anni Elena Comastri, zia del cardinale Angelo Comastri. E poi c’è la vita spezzata di Filippo Rappoli, il quinto giovane che muore nella stessa zona, nel giro di due anni.
Elisabetta Giorgi
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