Container abusivi nell’azienda agricola dei Bastianich
MAGLIANO IN TOSCANA. L’imputato si chiama Claudio Rizzi, ha 47 anni ed è friulano. Non è imputato come semplice cittadino ma come legale rappresentante della La Mozza srl, una società agricola che ha...
MAGLIANO IN TOSCANA. L’imputato si chiama Claudio Rizzi, ha 47 anni ed è friulano. Non è imputato come semplice cittadino ma come legale rappresentante della La Mozza srl, una società agricola che ha sede a Premariacco di Udine e che ha per scopo la coltivazione di uva. Dov’è la notizia? La notizia è che quella società fa capo a Joseph Felix Bastianich, il celebre ristoratore newyorchese di famiglia italiana (e anche giudice di Masterchef Italia) che in quella società era entrato nel 2005 con quote per 33 mila euro, pari al 33% del capitale sociale (altrettante la madre Lidia Matticchio). La proprietà è della statunitense Ethan Olivia and Miles Bastianich Trust, socio unico dal maggio 2014.
Bene, attraverso Rizzi la La Mozza srl è finita sotto processo per due container ritenuti abusivi dalla Procura di Grosseto. Come ricostruito ieri davanti al giudice Andrea Stramenga, la polizia municipale di Magliano in Toscana il 15 gennaio 2013 effettuò un sopralluogo in località Monte Civoli. Guido Valentini, allora comandante, ha spiegato che vennero notati i due container da 29 metri quadrati ciascuno, di tre metri di altezza, distanti tra loro 4 metri e collegati con una tettoia, un telo ombreggiante. Lì sotto erano custodite varie attrezzature ed era stata constatata la presenza di un impianto elettrico con punto luce, nonché di un deposito di gasolio. Quella era un’installazione provvisoria, che avrebbe dovuto essere rimossa il 6 ottobre 2012, ha aggiunto. «La proprietà aveva richiesto all’epoca un utilizzo come cantiere, ma con quello scopo non era mai stato usato». La polizia municipale all’epoca aveva anche scattato delle fotografie che ritraevano lo stato dei luoghi. Quello di Monte Civoli era stato uno dei tanti controlli che la municipale aveva effettuato nelle campagne locali.
Il difensore, l’avvocato Paolo Valiani, ha a questo punto chiesto chiarimenti sia sul permesso per costruire sia sulla sanatoria, presentando una comunicazione del Comune di Magliano in Toscana in cui l’amministrazione specificava che vi era necessità. L’allora comandante ha ribattuto ricordando che all’epoca la Procura aveva aperto un fascicolo sull’operato degli uffici, con perquisizioni, ma la questione non è stata ritenuta ammissibile in questo procedimento.
Il viceprocuratore onorario Alessandro Bonasera non avrà altri testimoni da sentire. Ce ne sono invece due che la difesa ha interesse a far ascoltare al giudice. E così il giudice ha aggiornato il procedimento: ci vorrà oltre un anno per la prossima udienza, fissata per il maggio 2017. (p.s.)
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