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Grosseto

Tante adesioni sì, ma l’Amiata resta a casa

Tante adesioni sì, ma l’Amiata resta a casa

Alla manifestazione che si terrà sabato a Volterra parteciperanno diversi sindaci della provincia di Grosseto che amministrano comuni con meno di 5.000 abitanti. Insieme a Verruzzi che partirà da...

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Alla manifestazione che si terrà sabato a Volterra parteciperanno diversi sindaci della provincia di Grosseto che amministrano comuni con meno di 5.000 abitanti. Insieme a Verruzzi che partirà da Montieri con un pullman di concittadini ci sarà Giacomo Termine, sindaco di Monterotondo, che si dice «contrario agli obblighi calati dall’alto che non guardano alle necessità dei singoli territori». Insieme a lui anche il sindaco di Pitigliano Pier Luigi Camilli e la sindaca di Scansano Sabrina Cavezzini che commenta: «Credono che si tratti di una legge non costituzionalmente legittima. In questo caso non si fanno risparmi di spese ma si uniscono le debolezze. Il nostro è un territorio di 270 chilometri con 16 abitanti per chilometro quadrato. Con le fusioni diventerebbe un comune con una superficie vastissima difficile da gestire. Si indebolirebbero le finanze. Credo che certe decisioni spettino ai cittadini. È fondamentale un referendum». Contrario invece alla manifestazione Federico Balocchi, sindaco di Santa Fiora: «Sull’Amiata mi sono fatto portatore di una proposta di fusione. Ritengo che la prospettiva di fusione sia inevitabile perché dopo l’abolizione delle Province accorparsi è diventata una necessità. Personalmente non sono per le fusioni obbligatorie ma in questo momento le ritengo inevitabili». Assenti anche i sindaci di Castel del Piano, Seggiano e Semproniano. I sindaci di Scarlino, Magliano e Sorano, invece, non potranno partecipare per impegni amministrativi ma sostengono la manifestazione: «Partecipo con il cuore e con l’intenzione contro questa usurpazione di democrazia» commenta Carla Benocci da Sorano. (g.s.)

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