Il Tirreno

Grosseto

I funamboli rimettono su il crocifisso - Video

di Giovanna Mezzana
I funamboli rimettono su il crocifisso - Video

Grosseto: chiesa della Madonna della Medaglia miracolosa, i muratori acrobati sono rimasti due ore sul tetto del campanile

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GROSSETO. Et voilà dopo un’acrobazia è tornata a svettare sul campanile la croce della chiesa della Madonna della Medaglia miracolosa. Era l’ottobre 2014 quando – in tutta fretta – i vigili del fuoco la tirarono giù perché pericolosamente inclinata: dalle 13 di giovedì 10 marzo è di nuovo al suo posto. È merito di una spettacolare impresa portata a termine da una squadra della genovese EdiliziaAcrobatica, specializzata in lavori su corda. Prima hanno “tirato” le corde, poi – imbrigliati – gli spider man, sono schizzati fuori dalle bifore del campanile, si sono arrampicati tirandosi su “a braccio” e sono approdati sul tetto, un quadratino-mignon di tegole sul quale hanno dovuto lavorare in due con l’incombenza del crocifisso: 60 chili di ferro pieno.

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Ore 11, via. Grosseto aveva già visto all’opera i muratori che si arrampicano: sul palazzo delle Poste, sulla cupola della Basilica del Sacro Cuore. Tutto è cominciato alle 11 di ieri mattina. Prima è salito sul campanile Ciprian Varadi, il capo squadra. Poi l’ha raggiunto Victor Galusca, coordinatore del team. Sotto di loro, spuntava dalle bifore, l’assistente Ottavio Puleo. A terra, a seguirli c’era l’occhio attento di Riccardo Scarpelli, geometra e responsabile dei lavori.

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Due ore lassù. Gli uomini ragno, nelle loro tute giallo-azzurre, hanno lavorato sulla testa dei grossetani per due ore. Con Roberto Bonetti, responsabile area Toscana di EdiliziaAcrobatica, li abbiamo osservati dalla stanza di Enza, un’arzilla signora ottantenne ospite dell’Istituto Casa San Lorenzo, che sorge accanto alla chiesa e la cui Onlus è la committente dei lavori. I muratori acrobati hanno bucato il tetto del campanile; dal “foro” hanno fatto passare le corde di sicurezza; due di loro sono quindi saliti ad alta quota per preparare la zona di ancoraggio della croce; dopodiché è stato issato il crocifisso, poi ancorato: con una piastra di metallo sopra e una contropiastra sotto. È andato tutto liscio, ma il fiato di chi li guardava era sospeso.

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Banderuola bloccata. Prima che venisse prelevato dai vigili del fuoco, il crocifisso – adesso si sa – era fermato solo da quattro blocchetti di marmo Bianco di Carrara. Figuriamoci. La doppia “M” simbolo della Medaglia miracolosa girava su un giunto a secco: la ruggine (che si è formata negli anni) l’ha bloccato. E la banderuola faceva resistenza al soffio del vento. Insomma, è stata tutta colpa del “drappello”: sia l’improvvisa inclinazione del crocifisso che il rischio corso.

Come prima. I muratori acrobati hanno portato a termine la fase-clou di una sorta di restauro conservativo: non è stato cambiato nulla, né dal punto di vista strutturale né per i materiali utilizzati, nè per l’estetica. Ora rimane da fare un po’ di manutenzione ordinaria della copertura e verranno cambiate le reti antivolatile alle bifore del campanile (saranno messe in Pvc, più funzionali e più leggere ma dello stesso colore). Intanto i grossetani hanno di nuovo la loro doppia M svettante. E, probabilmente, nonostante le tute dai colori brillanti degli uomini ragno, ieri non si sono accorti di nulla. I funamboli sono (anche) silenziosi.

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