Il Tirreno

Grosseto

Patenti taroccate e revisioni fasulle: scoperti trenta casi

di Elisabetta Giorgi
Patenti taroccate e revisioni fasulle: scoperti trenta casi

Raffica di denunce e sequestri della polizia municipale In un anno un bilancio corposo. Nuove indagini in corso

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GROSSETO. Patenti, revisioni, assicurazioni fasulle: un mondo “contraffatto” e in continua espansione, anche a Grosseto. Parlano i casi, i numeri.

Risale a un anno fa il primo episodio riguardante un cittadino ucraino che si spacciava (al volante) per lituano. Aveva falsificato un documento. Fu fermato dalla Municipale e sfoderò una patente che parve fin dall’inizio “anomala” e che in effetti si rivelò, a un controllo più approfondito, del tutto fasulla. Da lì in poi i casi si sono moltiplicati grazie a una crescente attenzione al fenomeno e a un affinamento delle competenze da parte della polizia locale, che - anche in contatto con le altre forze dell’ordine e incrociando le banche dati - ha puntato sempre più i riflettori su un fenomeno in crescita.

I dati. Nel corso di un anno, dal 1° gennaio 2015 a oggi, la polizia municipale di Grosseto ha scoperto 30 falsi documentali tra patenti, revisioni, contrassegni assicurativi, finti permessi internazionali di guida. «Numeri alti» - dicono dal Comando - emersi a seguito di controlli su strada e a cui si aggiungono altri casi in questi giorni, giunti da altre vie. Al setaccio della Municipale è un pacchetto di patenti e documenti arrivati dalla Motorizzazione e in corso di verifica. Indagini in corso.

New entry. La lotta ai falsi documentali si struttura un anno fa a Grosseto, come servizio specifico in seno al comando di via Sonnino, dal gennaio 2015.

«Prima di allora - ci spiega la Municipale - questo tipo d’attività non esisteva», almeno non come “settore” ad hoc. La svolta è stata impressa grazie a figure specifiche che hanno cominciato a indirizzarsi su questo tipo di illeciti. Poliziotti municipali che hanno acquisito una cultura in materia grazie a corsi di formazione: lezioni e seminari organizzati in alcune città italiane dov’erano fiorenti falsi documentali connessi, in gran parte, ai flussi migratori.

Questo tipo di formazione - sollecitata dai vari Comandi di polizia locale e sviluppata soprattutto grazie alla passione dei singoli che tengono a sviluppare conoscenze individuali - ha iniziato a sfornare “superesperti” in materia, capaci di scovare - nelle patenti di tutto il Pianeta - oscuri e microscopici dettagli annidati in strisce metalliche, codici o elementi di filigrana. Una figura sbarcata anche a Grosseto dove c’è chi, tra gli agenti, è capace di intercettare “patacche di guida” da tutto il mondo.

Come funzionano i controlli? «Un primo controllo è quello su strada, molto generico - spiega la Municipale - Se un documento ha caratteristiche dubbie, facciamo un controllo di secondo livello con la nostra strumentazione, per verificare i sistemi di sicurezza del documento».

Quali sono le caratteristiche dubbie? Per esempio la «mancanza di filigrana sui documenti, l’assenza di strisce di sicurezza», ologrammi che non corrispondono agli originali o codici identificativi taroccati.

Tra tutto questo campionario, «la prima cosa che osserviamo - spiega un agente - è proprio la striscia di sicurezza: una striscia metallica verticale all’interno della quale sono alcune scritte microscopiche». Nelle patenti vere, striscia e scritte sono ben definite; in quelle false la striscia è mal riprodotta e non corrisponde all’originale, presentando una serie di difetti che - ai più esperti - non sfuggono ad occhio nudo. Altro dettaglio sensibile è l’inchiostro otticamente variabile, che «nei documenti “buoni” vira di colore in base all’inclinazione e nei documenti taroccati viene emulato con inchiostri metallici che sembrano cangianti, ma che in vece se inclini il documento non virano affatto».

La materia è senza dubbio complessa, anche perché ogni paese ha le sue caratteristiche. Studiare e analizzare queste «i codici» piuttosto che gli ologrammi, fa parte del complesso bagaglio formativo dell’agente che, andando a caccia di falsi documentali, si è imbattuto nel corso dell’anno in caratteristiche ogni volta diverse.

Il caso pilota. Gennaio 2015, il finto lituano. La Municipale lo scoprì «dal codice identificativo personale sulla patente». Un codice internazionale di controllo che appare su tutti i documenti e che grazie a una serie di calcoli risultò fasullo. Il cittadino ucraino - che aveva presentato agli agenti un documento lituano - fu fermato per una svolta sbagliata. La sua patente fece drizzare le antenne per una serie di caratteristiche dubbie, e i sospetti della Municipale furono confermati da più approfonditi e successivi controlli strumentali e algoritmici. Da lì in poi, a ruota, si spalancò un mondo, come spesso capita....

«A seguito di perquisizione si scoprì che il cittadino si era fabbricato anche un passaporto falso, una tessera sanitaria falsa, una carta di soggiorno falsa». Insomma: si era riciclato un’identità comunitaria.Scattarono denuncia e sequestro. L’anno scorso è subentrata anche una modifica al codice penale che comporta l’arresto nei casi in cui il documento falso sia presentato in flagranza. Non fu quello il caso. I controlli nel frattempo proseguono.

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