Il Tirreno

Grosseto

Accesso agli atti: «Galeotti ingessa gli uffici»

Il sindaco: troppe richieste da parte del consigliere di opposizione, l’anno scorso sono state 290

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MASSA MARITTIMA. Continuano gli scontri all’interno del consiglio comunale di Massa Marittima che, ancora una volta, vedono protagonista il consigliere di Massa Comune Gabriele Galeotti.

Ormai sono tantissime le richieste di accesso agli atti di ogni tipo fatte dall’esponente del gruppo consiliare; si parla di numero molto grande, circa 290 nel solo 2015.

Richieste che, anche se del tutto legittime – in quanto i consiglieri comunali hanno un non condizionato diritto di accesso a tutti gli atti che possano essere d’utilità all’espletamento del loro mandato – hanno creato non pochi dissapori all’interno delle mura del Comune. Ma Galeotti, certo della bontà delle sue azioni, non ha cambiato atteggiamento, anche se adesso sospetta di essere indagato per presunta “interruzione di un ufficio o servizio pubblico o di pubblica necessità”.

«Le cose che ha chiesto gli sono sempre state date – spiega il sindaco Marcello Giunitni – ma tutte quelle richieste bloccano l’attività degli uffici, perché Galeotti chiede cose che vanno indietro nel tempo anche di 10 o 20 anni e non è sempre facile ritrovare tutto. Se tutti si comportassero così il Comune si fermerebbe. Io mi chiedo, ma quante ore di lavoro dei dipendenti comunali ci sono volute per stare dietro alle sue richieste? Quelli sono soldi che vengono dalle casse dei cittadini. Tutto il tempo che legittimamente abbiamo dedicato a lui è stato sottratto agli altri 8500 cittadini».

Ma quello indicato dall’articolo 340 del codice penale, del quale Galeotti sospetta di essere indagato, è un reato perseguibile di ufficio. La denuncia, se esiste, potrebbe quindi non provenire dal Comune ma anche dagli organi di polizia giudiziaria.

Galeotti continua comunque sulla sua strada: «Se è tutto limpido, se è tutto regolare, se è stato fatto alla luce del sole, perché non farmi vedere gli atti? Perché non sbattermeli in faccia? Io al vostro posto mi divertirei con chi volesse controllare le mie carte».

Intanto il segretario comunale Giovanni Rubolino si è detto offeso dai toni con i quali Galeotti si è rivolto a lui nell'ultimo scambio di e-mail e ha fatto appello «al senso di responsabilità degli attori politici di maggioranza e minoranza affinché si dispongano a garantire secondo i proprio doveri che la dialettica politica prenda a svolgersi in modo funzionale al corretto andamento degli uffici».

Giulia Sili

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