Il Tirreno

Grosseto

Strillaie: chiesti al Comune 775.000 euro

di Francesca Gori
Strillaie: chiesti al Comune 775.000 euro

Ingiunzione di pagamento da parte del tribunale per la Sit, Bonifazi: «C’è una causa in corso, ci opponiamo alla richiesta»

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. È una vicenda che si trascina ormai da più di sette anni e che sembra essere lontana dal concludersi, anche se il giudice del tribunale di Vicenza, Giorgio Piziali, ha deciso ora di metterci una pezza firmando un’ingiunzione di pagamento al Comune di Grosseto di 774. 583 euro a favore della Società igiene e territorio, partecipata dell’amministrazione veneta, alla quale nel 2000 era stata affidata, dopo l’espletamento della gara d’appalto, la costruzione e la gestione dell’impianto di pressatura ed imballaggio dei rifiuti solidi urbani e la discarica delle Strillaie.

Soldi che il Comune non ha intenzione di pagare, almeno per ora. «È in corso una contenzioso legale con la società - spiega il sindaco Emilio Bonifazi - e quindi abbiamo deciso di opporci al decreto ingiuntivo. Dobbiamo capire quale strada prenderà la causa in corso, prima di prendere altre decisioni».

L’amministrazione comunale ha incaricato l’avvocato Paolo Stolzi del foro di Firenze per seguire tutta questa vicenda.

I soldi che il Comune avrebbe dovuto versare nelle casse della società per la realizzazione dell’impianto e per la gestione delle Strillaie, che sarebbero comunque state utilizzate da altre amministrazioni dell’area. A favore della Sit, sulla base del certificato di collaudo firmato dall’ingegner Giuseppe Morisco, allora dirigente del settore Ambiente (siamo nel 2010), veniva liquidato alla società una cifra pari a un milione e 323.653,28 euro, suddiviso in virtù delle percentuali del conferimento di chi aveva utilizzato la discarica dal primo gennaio 2003 al 31 dicembre 2007.

La Sit ad oggi, vanterebbe un credito di quasi un milione di euro. «Su richiesta dello stesso Comune - scrivono gli avvocati Gianluca Ghirigatto e Anna Pavolo, che rappresentano la Sit - motivata in ragione di asserite rigidità del bilancio pubblico, e al solo fine di venire incontro a dette esigenze dell’ente, la società concedeva a quest’ultimo di poter effettuare il pagamento delle somme dovute in due rate, una in acconto e l’altra a saldo integrale».

La Sit aveva quindi emesso, nel 2011 e nel 2012 due fatture per complessivi 264.218,18 euro, che erano state saldate dal Comune. Ma nel 2014, quando a saldo del proprio debito la società era tornata a bussare all’amministrazione chiedendo di saldare il prorio debito, che ammontava a 774.583, 22 euro, il Comune ha detto no. «Non bastasse - scrivono ancora i due avvocati - il riconoscimento del debito è provato anche dal fatto che il Comune di Grosseto si è accollato il credito che la società aveva maturato verso i Comuni di Castiglione della Pescaia e di Campagnatico, in virtù del contratto stipulato e nella misura stabilità proprio dal certificato di collaudo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino