Nove mesi di stallo ma il provveditore è in arrivo a giorni
A Grosseto la sede è senza il dirigente dalla scorsa primavera Gli atti sono firmati da Firenze: a breve scatterà una nomina
GROSSETO. Nove mesi di stallo. Da tanto è vacante il posto da dirigente all’ex provveditorato agli studi di Grosseto, chiamato da anni “ufficio scolastico territoriale”. Dopo che è andata in pensione Elisa Amato e conclusa la reggenza di Luigi Sebastiani, la sede di via Damiano Chiesa non ha più una guida dalla primavera scorsa e aspetta in gloria che sia formalizzata una nomina, si spera a giorni. Non è un caso isolato.
Firenze e Arezzo hanno avuto sorte analoga e capita che i dirigenti fiorentini tappino i vari buchi assumendosi l’onere aggiuntivo delle varie articolazioni territoriali. A Grosseto le pratiche sono firmate da Claudio Bacaloni, dirigente amministrativo dell’ufficio scolastico regionale a Firenze. È lui che a distanza esamina le carte grossetane e, da circa un anno, controlla e mette una sigla in calce agli atti facendo anche visita, di persona, agli uffici dell’ex Provveditorato maremmano.
Facciamo un salto in via Damiano Chiesa per vedere come proceda il lavoro senza direzione. Gli impiegati lavorano fitti, in contatto con Firenze, ma l’impressione è che le stanze di questo palazzone pubblico siano sempre più vuote e che il settore soffra di un diffuso assottigliamento d’organico arrivato ai minimi termini. Nove mesi senza dirigente sono tanti: un parto.
Chiediamo spiegazioni a Firenze, a Bacaloni: colui che - oltre a rivestire quest’incarico di rilievo nella sede regionale - copre appunto il settore vacante a Grosseto ma pure quello di Firenze. Dividersi tra più sedi - in una sorta di Area vasta scolastica nata per necessità - è diventato un ménage nient’affatto raro, ma diffuso e nato per rispondere a un bisogno generalizzato. Così gli ex provveditorati (come erano chiamati un tempo) non hanno quasi più i loro dirigenti esclusivi, assegnati alle singole realtà provinciali, ma figure multitasking divise tra più province. In via temporanea o definitiva, essere “intercambiabili” è ormai una parola d’ordine che dalla Toscana mostra i suoi riverberi a Grosseto.
Ma perché manca un dirigente da così tanto? La storia è stata lunga e complicata, con vari intoppi di percorso. Andata in pensione la dottoressa Amato, in Maremma l’incarico era stato temporaneamente affidato a Luigi Sebastiani, che - da preside dell’Alberghiero - era diventato un “super provveditore” per gran parte della Toscana. «Prima ebbe Livorno e Pisa - ricorda Bacaloni - Poi fìnì per avere anche Massa, Siena e Grosseto…»: un impazzimento. «Ci dicemmo: tanto è temporaneo, vedremo di redistribuire», ma la redistribuzione non è stata così facile. Come un gioco di incastri, «proprio quando ci predisponevamo per tappare un buco, se ne apriva un altro: il giorno in cui stavamo per coprire Grosseto succedeva qualcosa e le persone cambiavano. Improvvisamente ci siamo trovate vuote anche Firenze e Arezzo. Per esempio c’è stata la promozione a capo dipartimento dell’istruzione a Roma della dottoressa Rosa De Pasquale, che all’epoca aveva Firenze e Arezzo, e che ci ha lasciato per compiti più importanti». Le due città si sono trovate sguarnite di dirigenza e tutti i piani sono saltati perché c’è stato bisogno di ripiazzare personale. Con ripercussioni su Grosseto. «Firenze l’ho presa io - dice Bacaloni - Arezzo è stata coperta dal dottor Fabio Pagliazzi. E Grosseto…». Grosseto è rimasta in ballo finora. Un posto difficile, «nessuno che abita vicino...». Poi c’è (in generale) il problema del personale, «che riguarda non solo i dirigenti ma anche gli impiegati. Parecchi vanno in pensione, non c’è ricambio. Il momento non è facilissimo, ci salva solo lo snellimento delle procedure. Devo dire che a Grosseto gli impiegati lavorano, la sede resiste bene», ma destinarvi persone è complicato. «Comunque a giorni dovrebbe scattare la nomina». Che non sarà certo un dirigente esclusivo ma, anche qui, «uno di noi che da Firenze si farà carico anche dei problemi di Grosseto. A breve si redistribuirà tutto e potremo ridare una certa stabilità».
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