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Infiltrazioni al palazzetto Servono 10 giorni di sole
GROSSETO. Serviranno almeno dieci giorni di fila di sole battente per sistemare in via definitiva il tetto del palazzetto di via Austria. Già oggi la ditta che ha eseguito i lavori, la Hc srl di...
GROSSETO. Serviranno almeno dieci giorni di fila di sole battente per sistemare in via definitiva il tetto del palazzetto di via Austria. Già oggi la ditta che ha eseguito i lavori, la Hc srl di Favara, in provincia di Agrigento, tornerà all’impianto sportivo per tamponare in via temporanea l’infiltrazione che domenica, sotto una pioggia battente, ha costretto a rinviare due partite di pallacanestro mandando su tutte le furie le due società che gestiscono anche la struttura, Pallacanestro Grosseto e Biancorossa. Al momento il palasport è chiuso. Ed è l’ennesimo contrattempo.
Prima il vento, che ad agosto ha sradicato il manto di copertura sul tetto a lavori appena iniziati. Poi la pioggia, che a novembre si è infiltrata all’interno ed è caduta sul parquet, che si è gonfiato e lo si è dovuto risistemare. Poi altre infiltrazioni a metà febbraio. Insomma, sigillare questo tetto pare impresa impossibile.
Eppure è un anno e mezzo che il Comune ha intenzione di sistemarlo. Il progetto esecutivo è stato approvato a ottobre 2014 e, per 245.000 euro, prevedeva di risolvere alcuni problemi strutturali.
Del resto il palazzetto, costruito a inizio anni Ottanta, i suoi begli anni ce li ha. In corso d’opera, visto che il cantiere era aperto e gli operai qualificati, il Comune ha deciso di metter mano all’impermeabilizzazione della copertura. Con altri 34.000 euro ha dunque fatto togliere, alla stessa ditta, le vecchie canalizzazioni del riscaldamento, riparare la copertura, realizzare una struttura in acciaio per riposizionare i pannelli solari.
Intanto, però, si erano già affacciati i primi problemi. Ad agosto a causa dei nubifragi e delle raffiche di vento i pannelli provvisori, messi per proteggere la copertura, hanno ceduto e l’acqua è filtrata dentro infradiciando il parquet. A novembre il problema non era ancora risolto e, anzi, continuava a entrare acqua. Infatti, nel frattempo, erano stati montati dei nuovi infissi che, però, erano arrivati a Grosseto danneggiati.
Le società che gestiscono il palazzetto, esasperate da questi inconvenienti, si erano armate di stracci e secchi e si erano messe al lavoro per asciugare e tamponare, ma denunciarono anche pubblicamente la situazione. «Ci avevano detto che i lavori sarebbero durati da giugno a settembre e invece la manutenzione è iniziata solo a luglio», dissero. Il Comune era dovuto correre ai ripari e prevedere lavori extra di levigatura e verniciatura del pavimento per 9.000 euro. Ma non era ancora finita.
A metà febbraio dal tetto è filtrata di nuovo acqua. Non a catinelle, per carità, ma anche una piccola infiltrazione è comunque un problema, sia per l’incolumità di chi gioca, sia per il parquet, che è delicatissimo. La ditta è tornata a sistemare e il 20 febbraio ha dato comunicazione che la situazione era risolta. Ma evidentemente ha fatto male i conti con i nubifragi di questi giorni.
Come è possibile che non si riesca a sistemare questo tetto una volta per tutte?
«Il primo problema è che nella sistemazione della copertura c’è stato qualche intervento non realizzato correttamente», spiega l’ingegner Gianluca Monaci, nominato dal Comune a luglio direttore dei lavori al palazzetto. «Poi tutta questa pioggia impedisce di fare i lavori definitivi».
L’ingegner Monaci ripercorre le tappe dei lavori e, prima di tutto, sgombra il terreno da un’informazione circolata in questi mesi circa il termine dei lavori. «Non è vero che dovevano essere completati a settembre – spiega il direttore dei lavori – Per contratto la consegna era il 27 dicembre».
A seguito del lungo stop, però, il Comune ha deciso di restituire il palazzetto alle società con almeno qualche giorno di anticipo. E il 18 dicembre la struttura ha potuto riaprire.
«È una proceduta prevista e fattibile», spiega in questo case l’assessore ai Lavori pubblici Giuseppe Monaci (omonimo ma senza legami di parentela con l’ingegnere). «L’abbiamo adottata – prosegue l’assessore – per venire incontro alle istanze delle società sportive, che altrimenti dovevano fare allenamenti e gare fuori, con costi in più Mancavano solo piccole rifiniture, ma i requisiti indispensabili per giocare c’erano tutti e dunque è stata fatta la consegna senza collaudo, una cosa che succede nei lavori pubblici. Del resto il compenso alla Hc non è stato ancora saldato e non lo sarà finché i lavori non saranno fatti a regola d’arte».
Sennonché c’è stato un nuovo inconveniente. «La copertura del palazzetto è piana, cosa che abbiamo ereditato in molte strutture sportive risalenti agli anni Ottanta, ed è più delicata – spiega l’assessore Monaci – In questo caso domenica c’è stata un’infiltrazione nella giunzione dei pannelli sandwich, un imprevisto».
Sul tetto vi sono cinque pannelli. Quello interessato all’infiltrazione di domenica è quello centrale. «Domenica stessa – aggiunge l’assessore – il direttore dei lavori ha immediatamente comunicato alla ditta, e per conoscenza al Comune, queste ultime infiltrazioni, ricordando che, nonostante le contestazioni verbali e i vari interventi realizzati finora per risolvere alcuni inconvenienti, si è verificato anche questo, che ha creato danni alle società sportive. E ha diffidato formalmente la ditta invitandola a venire e sanare. È chiaro che il lavoro è stato fatto male; eventuali danni sono a carico della ditta».
La risposta non si è fatta attendere. La Hc ieri ha assicurato che oggi sarà a Grosseto. «Hanno confermato piena disponibilità – spiega l’ingegner Gianluca Monaci – scusandosi per l’accaduto ma facendo presente che per realizzare l’impermeabilizzazione servono almeno dieci giorni senza pioggia. Purtroppo, hanno spiegato, nell’urgenza di finire i lavori e consegnare il palazzetto, sono intervenuti in un periodo di pioggia e di grande umidità. È chiaro che il disagio è grosso, ma un intervento definitivo si potrà fare solo in primavera, con il bel tempo».
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