Addio al farmacista Marcello Cambi
Muore a 92 anni dopo una lunga malattia: è stato un riferimento per l’intera comunità. I funerali oggi in Duomo
È morto ieri dopo una lunga malattia a 92 anni Marcello Cambi, storico farmacista di Orbetello. È stata una delle due figlie, titolare come il padre dell’antica farmacia Cosana nella centralissima piazza Eroe dei due mondi, a dare la triste notizia. «Il nostro grande capo - ha scritto Vittoria Cambi - ci ha lasciati».
Marcello Cambi aveva lavorato da sempre nella sua farmacia dimostrando sempre grande umanità e professionalità. La sua famiglia ha coltivato il mestiere e la professione nel cuore di Orbetello per la bellezza di tre generazioni diventando un punto di riferimento per l’intera comunità.
Gli orbetellani e i clienti hanno trovato in lui non solo una persona che freddamente vendeva farmaci ma anche un interlocutore attento e con cui parlare o scambiare due parole vere, e che mostrasse interesse nei confronti di chi entrava. Cambi ha insegnato anche i trucchi del mestiere a coloro che sono entrati in farmacia per lavorare nel settore.
La sindaca Monica Paffetti ha fatto le sue condoglianze alla famiglia. «Marcello ci mancherà - scrive - Mi legava a lui un affetto di lunga data, un’amicizia sincera e tanti ricordi. Condoglianze a nome di tutta l’amministrazione». Le esequie si celebrano oggi alle 15 in Duomo a Orbetello. La salma è all’obitorio del San Giovanni di Dio.
Nella farmacia di Cambi, da 38 anni, lavora anche Angelo Properzi, del Wwf. «Per me, rimasto orfano di padre a 19 anni, è stato un secondo padre - racconta lui - Non dimenticherò mai il mio colloquio di lavoro con lui».
Properzi ricorda di quando, giovane laureato in Farmacia, giunse a Orbetello perché tramite amici aveva saputo che Cambi cercava un collaboratore. «Mi fece due domande - racconta - La prima fu: “quali esperienze lavorative ha fatto?” e la mia risposta fu “nessuna”. Lui sembrò quasi sollevato e replicò dicendo “bene, così non ha vizi e io potrò insegnarle meglio”. La seconda domanda fu sul calcio. “Per quale squadra tifa?”, “Nessuna perché non amo il calcio”. Anche questa risposta fu gradita e mi fu replicato: “Meglio, così non ci saranno motivi di discussione”».
Da quel giorno il giovane diventò il collaboratore di Cambi e ancora oggi è dietro a quel banco della farmacia di cui ora è titolare la figlia di Marcello. «Con lui ho passato una vita di lavoro - conclude Angelo - Mi ha insegnato tantissime cose tra cui raccontare barzellette al momento giusto per sdrammatizzare. E soprattutto ha voluto trasmettere una cosa importante: che il rapporto fra il farmacista e il cliente debba essere umano. E non freddo».
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