Debiti per 6,3 milioni, bufera sul bilancio
Scansano, Tenucci paventa dissesto finanziario. La sindaca: se venisse in consiglio ne saprebbe di più
SCANSANO. Tira le somme, anzi, fa «le sottrazioni», Francesco Tenucci, consigliere scansanese di minoranza, che dopo cinque anni di amministrazione Cavezzini definisce il bilancio del Comune «prossimo al dissesto finanziario». Tenucci parte dall’enorme debito di 8 milioni di euro che la sindaca Sabrina Cavezzini, che a giugno lascerà la fascia tricolore, ha trovato al suo insediamento. Il debito è frutto di 78 mutui accesi dal Comune per lavori pubblici e che costano una rata di circa 700.000 euro annui. Ad oggi il debito ammonta a 6.310.000 euro e, come spiega l’ufficio finanziario, gli ultimi mutui si estingueranno fra 10-15 anni.
Tenucci sottolinea anche l’esborso di 130.000 euro che il Comune è stato condannato a pagare «in contumacia» per la causa intentata da un cittadino che era caduto in piazza durante la ripavimentazione. A questo proposito va precisato, come spiega l’ufficio finanziario, che la cifra è tale perché l’assicurazione ha sollevato obiezioni ma il Comune sta valutando l’ipotesi di far causa all’assicurazione.
Il consigliere tira poi in ballo l’annosa vicenda della Scansano municipalizzata servizi, che si occupava della pulizia prima dell’avvento di Sei Toscana. «I suoi bilanci erano in attivo, pareva» dice Tenucci, poi è stata messa in liquidazione e «il liquidatore ha rilevato uno sbilancio di 300.000 euro». Simone Casciani, del servizio finanziario del Comune, spiega che tutto è nato quando Sei ha preso in consegna il servizio, nel 2014, e si è ritrovata tre camion, spazzatrice e autocompattatore che la Municipalizzata aveva valutato 300.000 euro e Sei ha stimato 38.000. Una bella differenza...
Tenucci sottolinea anche il crollo degli oneri di urbanizzazione, nel 2008 pari mezzo milione di euro e nel 2015 appena 70.000 euro. «Tutto ciò ha prodotto nella cassa del Comune, un rosso pari di 700.000 euro» dice Tenucci. «A fronte di tutto ciò – prosegue – Cavezzini ha solo aumentato le tasse».
Nemmeno l’azione di recupero delle tasse non pagate da parte di Andreani, che pure ha permesso di individuare mancati pagamenti per 2,3 milioni di euro, piace a Tenucci. «Consideriamo che il 28 per cento circa va alla Andreani stessa – dice Tenucci – e che di questa cifra si sono effettivamente incassati solo 770.000 euro. A bilancio saranno messi crediti certamente legittimi ma per oltre due terzi solo ipotetici». Tenucci paventa il commissariamento del Comune per dissesto finanziario e imputa questa situazione al «ritardo dell’approvazione del Regolamento urbanistico» che «ha ingessato gli uffici e strozzato l’edilizia e, con essa, l’economia locale, il turismo e gli investimenti».
La sindaca, però, risponde per le rime. «In questi 5 anni l’amministrazione non ha contratto mutui, a parte uno di 65.000 euro nel 2011 per l’acquisto di un’autoscala», dice Cavezzini. Sull’assicurazione, «la procedura si concluderà a breve, considerando che i comuni stipulano polizze proprio per coprire tali rischi». Per la Municipalizzata, Cavezzini spiega che «si sta procedendo a effettuare le opportune verifiche» ma anche che «la società è a responsabilità limitata».
Quanto ai mancati oneri di urbanizzazione, la sindaca li imputa alla crisi del mercato immobiliare ed edilizio. Ricorda poi che i trasferimenti dallo Stato sono passati da 1,4 milioni di euro nel 2010 a soli 185.000 euro nel 2015. «La situazione economica è certamente difficile – dice – Per il resto, e ci sarebbero tante altre cose, una maggiore assiduità di frequentazione delle riunioni del consiglio comunale (da parte di Tenucci) avrebbe portato se non a una condivisione almeno ad avere elementi di conoscenza maggiore della realtà economica del Comune».
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