Il presidio
Camilli: «Questa partita non l’avrei mai voluta giocare»
Al Rocchi l’attesa tiepida dei supporter della Viterbese. Il Comandante ricorda i tempi della D in Maremma
GROSSETO. «È una partita che non avrei mai voluto giocare». Il patron della Viterbese Castrense Piero Camilli non riesce a nascondere un po’ di emozione per la sfida del “Rocchi” tra la capolista gialloblù e l’Fc Grosseto, terzo ad appena tre punti, ad una vittoria di distanza. Per il Comandante è una gara speciale, sicuramente di più che per i supporters viterbesi.«Viterbo – dice – non è come Grosseto. L’amore per la squadra va ricostruito. Nella città dei Papi vengono da anni di crisi, fallimenti. Li ho salvati io portandoli dalla terza categoria alla serie D grazie al titolo acquisito con la Castrense».
Camilli conferma che a Viterbo l’attesa per il big match della 26ª giornata è tiepidina. «Per noi – spiega – non è una gara decisiva. Ci possiamo accontentare anche di un pareggio per continuare la nostra marcia. Siamo reduci da una vittoria sofferta con il Flaminia, con soli tre tiri in porta, su un campo di patate, con un arbitraggio pessimo, che ci è costato la squalifica di Dierna e Cuffa, ammoniti. Abbiamo fatto anche a botte. Sono queste però le partite che alla fine fanno la differenza in una stagione. Il Grosseto, invece, per poter rimanere in corsa fino in fondo ha bisogno di venire a vincere al Rocchi».
Il pensiero di Camilli va subito ai due tornei di serie D maremmani, disputati tra il 2000 e il 2002. «Che battaglie – ricorda l’ex presidente dell’Us Grosseto – sia contro Aglianese e Poggibonsi, che ci sopravanzarono il primo anno e contro il Tivoli, che ci superò il secondo anno prima del ripescaggio, e quanti arbitraggi difficili. Ci trovammo tra l’altro di fronte Rocchi, Orsato e Valeri, che adesso sono al top in Italia e all’estero. La D è stata una palestra anche per loro e oggi come ieri è difficile uscirci. Non sempre occorre essere i più forti».
Il patron laziale prova ad immaginare la gara di domenica prossima: «Il Grosseto è una buona squadra e sarà sospinto dai suoi tifosi, ma noi siamo una squadra più tosta. Non ho mai visto la formazione maremmana, ma a quanto mi dicono è molto tecnica, brava nel palleggio». «La Viterbese è partita male – aggiunge Camilli – ha messo insieme nove punti nelle prime sei giornate, poi ha cambiato passo, conquistando i rimanenti 44 in diciannove incontri, fermandosi solo ad Arzachena. Un pronostico? Per me è un incontro da tripla».
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