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la richiesta della duna

«Bonificare tutta l’area del canile del Martellino»

«Bonificare tutta l’area del canile del Martellino»

FOLLONICA. La vicenda del canile del Martellino vista da una prospettiva differente: l’area del Parco di Montioni dove si trova tra gli altri quel ricovero, andrebbe bonificata in attesa che il bosco...

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FOLLONICA. La vicenda del canile del Martellino vista da una prospettiva differente: l’area del Parco di Montioni dove si trova tra gli altri quel ricovero, andrebbe bonificata in attesa che il bosco riprenda il proprio posto. La visione dell’associazione La Duna su quanto denunciato negli ultimi giorni rispetto alle strutture di Valli dove vengono tenuti circa 100 cani, si estende a tutta la zona boschiva e alle sue condizioni, che a giudizio del gruppo, non sono decorose proprio come quelle delle cucce degli animali.

Tutto ciò non tralasciando secondo sempre l’associazione la tutela del benessere degli amici a quattro zampe che andrebbero tolti da quei ricoveri e trasferiti altrove, dove possano vivere in condizioni migliori. «Secondo noi la questione va vista – spiegano dall’associazione – oltrepassando chiaramente l’urgenza del trasferimento e del controllo dei cani presenti, nel complesso della zona. L’area che era occupata dal canile comunale è rimasta disseminata di rifiuti edili, ferri, gomme, suppellettili, resti di gabbie, zone cementate, reti e così via: sarebbe forse l’ora di bonificare tutto e rendere il terreno di nuovo decoroso in attesa che, liberato dalla spazzatura presente, accumulata nel tempo, il bosco riprenda il proprio posto? Accanto a quest’ultima c’è l’area dove il “Moro” teneva i propri cavalli e altro: una volta deceduto è rimasto tutto abbandonato fino a che è stata fatta la demolizione dei manufatti fatiscenti, solo demolizione perché le rovine sono rimaste lì accatastate, ora ricoperte da vegetazione. Naturalmente anche i rifiuti sono ancora lì, non è stata fatta nessuna pulizia successiva».

Quindi oltre che pensare a costruire un nuovo rifugio per i cani, per adesso custoditi nelle strutture di Valli, a giudizio della Duna sarebbe il caso di provvedere alla pulizia dell’intera area, troppe volte trascurata e non valorizzata. «Ci meravigliamo che con tutti i soldi che è costato il canile comprensoriale alla Botte (circa 750.000 euro) non sia stata compresa nel bando la bonifica della struttura che si abbandonava, sarebbero bastate poche migliaia di euro che oggi si stenta a reperire – concludono dalla Duna - Vediamo se sarà la volta buona per sistemate questi poveri cani e ripulire la zona». La vicenda continua a far discutere tanto che in città le associazioni che se ne sono occupate fino ad oggi sono oggi divise: Maremma Randagia infatti non è in linea con le idee di Laura Nelli e adesso i due gruppi sono separati anche se obiettivo comune resta il benessere dei cento cani tenuti al Martellino, che ancora sono lì, nonostante gli appelli di molti follonichesi al Comune di trasferirli altrove. (p.v.)

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