Il presidio
Vandali sulle Mura, lanciano massi e spaccano sedie e tavoli
Grosseto, ennesimo assalto alla troniera del ristorante accanto al Tennis Club Manetti. Il titolare: «Ora penso al porto d’armi»
GROSSETO. Giù massi e bottiglie di birra, su tavoli e sedie di legno: si sono dati da fare i vandali sulla cinta medicea nella notte tra sabato 6 febbraio 2016 e domenica 7 febbraio. Hanno preso di mira, per l’ennesima volta, il ristorante Le Mura dal quale si accede passando dal cancello del Tennis Club Manetti. Non sono entrati nel locale, protetto anche da allarme, ma si sono scatenati sulla terrazza che si apre nella troniera del Bastione Mulino a Vento: una specie di suggestiva corte, aperta ai clienti del ristorante soprattutto d’estate e allestita con ombrelloni, tavoli e sedie.
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Riccardo Uguzzoni, titolare dell’attività non ne può più, tant’è che al culmine del suo sfogo confessa: «Sto pensando se richiedere il porto d’armi». È passata solo una settimana del resto – era la mezzanotte tra sabato 30 e domenica 31 gennaio 2016 – da quando mani ignote hanno lanciato una transenna giù dalle Mura e di fronte all’entrata del suo locale. E la sala era ancora affollata di clienti.
La notte brava. Abbiamo trascorso la mattina di ieri con il ristoratore. Sono circa le 12. Superiamo il cancello del Tennis Club e incrociamo il custode del circolo Coni. Chiediamo come sia passato il sabato notte perché anche il tennis club subisce gli effetti del passaggio delle gang vandaliche. È trascorsa indenne. Entriamo dunque nel ristorante Le Mura. Saliamo una scaletta che dal locale porta sulla terrazza. Siamo nella troniera del Bastione Mulino a Vento. Cosa sia successo è chiaro. Dalle Mura hanno lanciato bottiglie di vetro, sassi, massi. C’è ancora la bicicletta da donna, accartocciata, che hanno scaraventato giù recentemente. Il resto ce lo racconta Uguzzoni: «Si sono sicuramente calati giù – dice – sfruttando lo scheletro degli ombrelloni e mettendo probabilmente un piede su quel faretto (ne indica uno sulla parete della troniera, semistaccato, ndr)».
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«Erano in gruppo». Una volta scesi, si sono presi la briga di tirare su, lungo la parete del bastione, due tavoli e diverse sedie. «Ho ritrovato sedie e tavoli sulle Mura – dice il ristoratore – Dovrebbero aver fatto anche una gran fatica». “Per spregio”: per qual altra ragione? Non siamo di fronte ad un furto. Non c’è bottino. Una sola persona o una coppia può lanciare sassi e pietre, ma per caricare tavoli e sedie deve essersi trattato di un gruppetto. «Del resto sono atletici – osserva Uguzzoni – Sono giovani».
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«Ora basta». Sono anni che il ristoratore subisce gli effetti delle scorribande notturne. «Sono qui da nove anni – descrive – ma i primi tempi non c’erano questi problemi». La musica è cambiata negli ultimi trentasei mesi. E nel 2015 l’escalation. Parla di «degrado totale a Grosseto e in particolare sulle Mura» Uguzzoni; di «distruzione»; il vero problema però è «che siamo alla frutta – dice – e non sappiamo come uscire da questa situazione. Passa anche la voglia di lavorare». Come dargli torto?
La provocazione. Parliamo con il ristoratore e siamo anche in compagnia dei responsabili e di frequentatori del Tennis Club quando dall’alto del bastione spunta un giovane che guarda giù verso di noi. «Tu non sai chi sono io» dice con tono provocatorio. Non è chiaro a chi si stia rivolgendo. E aggiunge: «Perché mi guardi così?». Cade nel vuoto il suo tentativo di suscitare un alterco. Lì c’è gente che ha voglia di lavorare, non di attaccare briga. «Ecco – dice Uguzzoni mentre lasciamo la terrazza e scendiamo le scalette che portano alla sala del locale – in che condizioni siamo costretto ad andare avanti».
Soluzioni? La domanda è sempre la medesima. Non c’è nessun modo per evitare che le Mura siano terra di nessuno? Non ci sono soluzioni per scongiurare che oggi un ristoratore e domani un barista decidano di chiudere baracca e burattini perché non ne vale la pena? Tra l’esercito in città e l’abbandono alla mercé di chiunque di un luogo cittadino ci potrebbero essere soluzioni intermedie. O no?
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