Il presidio
I gatti di Alberese cercano una famiglia
Titti e Polly, avvelenati con un pastone a base di lumachicida, sono stati curati nel gattile e aspettano d’essere adottati. Insieme a tanti altri
GROSSETO. Titti e Polly sono ospiti nel gattile di Grosseto gestito dall’Enpa ormai da alcuni mesi. La coppia di mici, scampati dopo lunghissime e complicate cure al veleno somministrato da un pensionato di Alberese che giorni fa ha patteggiato di fronte al giudice, cerca disperatamente adozione.
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Erano rimasti quasi uccisi dopo aver ingerito pasticche di metaldeide, un potente lumachicida in grado di far stramazzare qualsiasi animale in modo atroce e rapido, ma sono sopravvissuti e chiedono di entrare in una famiglia che si prenda cura di loro con amore. Il terribile episodio risale al 2012, quando alcuni volontari dell’Enpa scoprirono l’anziano che, secondo quanto denunciarono, aveva appena somministrato loro «un pastone di tagliatelle misto a pasticche bluastre di metaldeide».
La scena che gli stessi volontari riferirono d’aver visto alle forze dell’ordine e all’autorità giudiaria fu orribile, coi felini agonizzanti in terra, in preda a spasmi spaventosi e con la bocca che schiumava. Scattarono immediate la chiamata ai carabinieri, poi la denuncia e naturalmente la corsa frenetica per salvare i gatti ancora vivi (cinque di loro morirono).
Oggi «questi due gatti - dice Marlena Giacolini, presidente provinciale dell’Enpa mostrandoci i dolci e miracolati Pollly e Titti - non hanno più niente, anzi stanno bene e si sono ripresi. Li abbiamo curati, le conseguenze dell’avvelenamento erano tremende ma eccoli qua in salute...». Si è trattato dell’unico caso di avvelenamento «sorpreso in flagranza grazie all'abilità - dice Giacolini - della nostra associazione che ha scoperto e denunciato il tutto», portando alla sentenza di patteggiamento. I mici ospiti nella struttura di via Monteleoni sono docili e sani, anche se ci guardano dalla gabbietta con sguardo triste: cercano compagnia.
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Tutto il gattile grossetano è uno scrigno di storie feline, molte delle quali conservano la memoria di brutalità umane. Gatti abbandonati o feriti.
Nel cortile c’è Serafina, una bella micia bianca adulta che dorme in grembo a un grosso pelouche a forma di gorilla. In un box sono ospiti Otello e Bart, il primo (nero) si arrampica su alcuni tubi mentre l’altro (tricolore) è più pacifico. Al cospetto di estranei resta accovacciato in cuccia. «Anche questi li abbiamo trovati per strada: stavano male - continua Marlena Giacolini - e li abbiamo raccolti, ci stiamo prendendo cura di loro. Otello aveva problemi a un occhio, è venuta la veterinaria a curarlo e ora sta bene, cerca casa, qualcuno che si prenda cura di lui con amore». Cerca casa anche il piccolo Cilly, trovato in una strada di campagna nei dintorni di Grosseto con la gamba sinistra posteriore preda di un’infezione spaventosa. «L’abbiamo dovuta amputare». Il gattino, piccolissimo, è sorprendentemente sgambetta nonostante sia senza un arto e sia ancora fasciato, come se non avesse alcun impedimento.
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Da circa 7 mesi sta qua: quando sente una voce umana esce dalla cuccia e viene tra le gambe a fare le fusa, è socievole e fiducioso con chiunque e cerca affetto in maniera incredibile.
Titty, Polly, Cilly ma anche molti altri sono i componenti di questa grande famiglia dove ognuno può andare a prendere - gratuitamente e subito - un gatto da coccolare e curare. La presidente dell’Enpa ha anche ottenuto dall’Asl una cosa preziosa. Se adottiamo un gatto piccolo, quest’ultimo (a tempo debito e quando avrà l’età giusta) sarà sterilizzato gratuitamente, senza alcuna spesa per chi lo prende con sé.
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