Terrarossa, dopo 12 anni niente fondi per la discarica
Il Tar decide: niente contributo regionale alla Edilmarina, titolare del Golf resort La bonifica è avvenuta nel 2004. Erano previsti 100.000 euro mai arrivati
MONTE ARGENTARIO. Il Tar della Toscana conferma la revoca del contributo della Regione per il progetto di bonifica e messa in sicurezza dell’ex discarica di Terrarossa, avvenuta nel 2004. La sentenza è stata emessa dopo i vari ricorsi presentati dalla società Edilmarina, proprietaria dell’Argentario Golf resort, contro l’annullamento del decreto dirigenziale della Regione - Direzione Generale delle Politiche Territoriali e Ambientali, Settori rifiuti e bonifiche.
Per quanto riguarda l’opera, era previsto un contributo di 100.000 euro dalla Regione che, visto il ritardo sulla presentazione della domanda a causa della burocrazia, non è mai arrivato.
Ricapitolando, nel 2004 la società iniziò le operazioni di costruzione della struttura che oggi sorge a Terrarossa. Nell’ambito del progetto di realizzazione del campo da golf, la Edilmarina assunse l’onere di bonificare e mettere in sicurezza l’area dell’ex discarica rsu.
L’intervento di bonifica e messa in sicurezza della zona era inserito nel patto territoriale per lo sviluppo della Maremma grossetana e ammesso a finanziamento sui fondi strutturali europei, con determinazione del 4 ottobre 2004 della Regione Toscana. Con la determinazione del dicembre del 2009, il dirigente del settore Rifiuti e bonifiche della Regione Toscana ha poi disposto la revoca del contributo, rilevando il superamento del termine finale fissato dalla commissione europea per la rendicontazione (il 30 giugno 2009) e l’omessa trasmissione, da parte della società, della documentazione finale con la presa d’atto, da parte della Provincia di Grosseto, della conclusione dei lavori.
Trasmissione avvenuta solo il 30 marzo 2010, dopo il provvedimento di revoca. Questo era stato impugnato dalla ricorrente per la “violazione dei principi costituzionali in materia di buon andamento e trasparenza dell’azione amministrativa, eccesso di potere in tutte le sue forme sintomatiche, difetto di motivazione, illogicità, difetto dei presupposti, insufficiente istruttoria e contraddittorietà”, mentre la Regione si era costituita in giudizio. Con ordinanza del 21 aprile 2010 la sezione ha rigettato l’istanza cautelare proposta con il ricorso. La sentenza era dunque già stata pronunciata a più riprese, con il Tar della Toscana che confermò la revoca del contributo, cosa ribadita dalla sentenza emessa alcuni giorni fa ai danni della stessa società. È probabile che la Edilmarina possa non demordere ricorrendo al Consiglio di Stato.
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