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Grosseto

Non erano carezze proibite: assolto ex muratore di 66 anni

Assolto perché il fatto non sussiste, sia dall'accusa di aver toccato i genitali a un bambino di quattro anni, sia da quella di essersi abbassato i pantaloni per una corruzione di minorenni. Un...

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Assolto perché il fatto non sussiste, sia dall'accusa di aver toccato i genitali a un bambino di quattro anni, sia da quella di essersi abbassato i pantaloni per una corruzione di minorenni. Un equivoco, solo uno spiacevole equivoco, per il quale però era stato anche messo in carcere.

Si conclude così davanti al collegio (Puliatti presidente, Muscogiuri, Stramenga) il caso giudiziario di un uomo oggi 66enne che nell'estate 2014 venne anche arrestato e lasciato in carcere sulla base dei primissimi risultati delle indagini. L'episodio era avvenuto nel mese di agosto, in uno stabilimento balneare di Principina a Mare. L'uomo, un ex muratore, da tempo sofferente per problemi di salute, difeso dall'avvocato Alessandro Oneto, era finito sotto inchiesta dopo la denuncia della mamma del bambino: quest'ultima aveva raccontato di aver aperto la porta del bagno del locale pubblico dove il piccolo era andato da solo (e dal quale aveva urlato poco prima) e di aver visto il piccolo in lacrime e l'uomo che si masturbava con i pantaloni abbassati. La madre aveva fatto uscire il bambino dal bagno aggredendo contestualmente l'uomo. Il trambusto aveva richiamato due addetti del ristorante, che avevano trattenuto il pensionato fino all'arrivo della polizia. La donna aveva raccontato di aver assistito ad atti di autoerotismo; il personale aveva confermato di aver trovato l'uomo con i pantaloni abbassati.

Sin dal primo momento, già dall’epoca dell’udienza di convalida dell’arresto, il difensore aveva evidenziato che si trattava non di gesti sessuali ma di un problema di salute: «Se era al bagno e con i pantaloni abbassati è solo e soltanto perché è invalido e si stava pulendo: soffre di dissenteria», aveva detto l'avvocato Oneto. E questo concetto è stato ribadito anche nel corso dell'arringa di fronte ai giudici. Secondo il sostituto procuratore Giuseppe Coniglio, che attende le motivazioni (saranno depositate entro 90 giorni) prima di decidere se presentare appello, il pensionato era invece sicuramente colpevole e meritevole di una condanna a 3 anni. La famiglia del bambino non si era costituita parte civile. Il Tribunale ha anche revocato la misura cautelare residua. (p.s.)

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