Falegnami, settore in forma grazie alle ditte familiari
Alla festa della categoria il bilancio degli ultimi anni: 250 posti e un ampio indotto Nonostante le tante chiusure del recente periodo le aziende tradizionali tengono
CASTEL DEL PIANO. Il settore del legno tiene sul monte Amiata e, nonostante la chiusura di decine di aziende in questi anni, resiste e si distingue per la qualità e le abilità messe in campo.
A Castel del Piano, al ristorante da Dombi, è andata in scena domenica scorsa la 211ª edizione della Festa dei falegnami.
Presenti circa trenta addetti del settore provenienti da tutta l’Amiata: le ditte Mario Monaci Snc, le falegnamerie Giuliano Terzuoli e figlio, Andrea Carratelli, Alessandro e Andrea Marchini , Stefano Chiappini, Graziano Vichi, Rosildo Seri, oltre agli operai delle varie aziende e a tanti pensionati.
Tra gli ospiti figuravano il Parroco Don Gianni Lanini, il Sindaco di Castel Del Piano Claudio Franci e quello di Santa Fiora, Federico Balocchi. Assente per ragioni di salute Jacopo Marini Sindaco di Arcidosso.
Dopo l’introduzione di Maurizio Pellegrini, portavoce di tutti i falegnami e coordinatore della Cna dell’Amiata, che ha ricordato storia e caratteristiche della Società dei Falegnami sorta nel 1805, il Sindaco Franci ha portato il saluto dell’amministrazione comunale ricordando l’importanza del settore che nonostante la contrazione degli ultimi anni, rappresenta tuttora uno dei capisaldi della economia e della a tradizione artigiana locale più significativa.
Dopo il convivio, la distribuzione del biscotto salato, intrecciato, segno dell’unione di Maria e Giuseppe in onore dei quali si compie la festa. Nel corso della manifestazione sono stati eletti i festaioli della prossima edizione nelle persone di Rosildo Seri, Silvio Marchini e Claudio Mangiavacchi.
La festa mostra, insomma, la tenuta di questo settore artigiano, come spiega Maurizio Pellegrini.
«La lavorazione del legno sull’Amiata – dice Pellegrini – è ancora un’ attività largamente diffusa e praticata. Nonostante le ditte artigiane siano calate tra il 2009 e il 2014 (siamo in attesa dei dati della fine 2015) di ben l’11,27 per cento passando da seicentoventuno a cinquecentocinquantuno (meno settanta unità) il settore del legno conta, all’inizio del 2016, sessantadue aziende artigiane. La suddivisione di queste ditte per comune vede la prevalenza delle falegnamerie tradizionali (produzione di mobili ed infissi) con ventinove aziende seguita dalla silvicultura (taglio del bosco) con ventitré aziende, fino alle riparazioni e al restauro con otto aziende, un corniciaio e un tappezziere».
La maggior parte delle aziende opera a Santa Fiora (quindici imprese, quasi tutte del settore forestale), seguita da Castel del Piano con quattordici aziende (per lo più falegnamerie tradizionali). A seguire, Arcidosso e Semproniano conotto aziende ciascuno, poi Cinigiano con sei aziende, Roccalbegna con cinque aziende, Castell’Azzara con quattro aziende e Seggiano con due aziende.
«Tenendo conto dei titolari, dei soci, dei collaboratori familiari e dei lavoratori dipendenti – spiega ancora Pellegrini – si stima che il settore dia lavoro a non meno di 250 persone in occupazione diretta oltre all’indotto di trasporti, manutenzioni, altri servizi. Un settore, insomma in cui l’Amiata continua a distinguersi, facendo fronte alla crisi».
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