Il Tirreno

Grosseto

la minoranza di castell’azzara

«Usciamo dallo stallo istituzionale, sì alla fusione»

CASTELL’AZZARA. «Usciamo dallo stallo istituzionale dell’Unione dei Comuni e discutiamo del futuro del nostro territorio». Anche la minoranza del comune di Castell’Azzara, guidata dal capogruppo...

3 MINUTI DI LETTURA





CASTELL’AZZARA. «Usciamo dallo stallo istituzionale dell’Unione dei Comuni e discutiamo del futuro del nostro territorio». Anche la minoranza del comune di Castell’Azzara, guidata dal capogruppo consiliare Maurizio Coppi, esce allo scoperto sulla questione fusioni dei comuni, ipotizzando, come è successo a Cinigiano, lo smembramento del capoluogo dalle frazioni se la popolazione sarà d’accordo.

Intanto da Cinigiano Giovanni Barbagli, capogruppo di minoranza, annuncia che oggi sarà a Firenze a chiedere a quattro consiglieri regionali del M5s, di FI, della Lega Nord e di Toscana sì di attivarsi perché il consiglio regionale promuova un referendum per la fusione dei comuni dell’Amiata. Coppi e i suoi da Castell’Azzara fanno sapere all’Unione dei comuni che l’operazione associazione servizi «non ha dato i risultati sperati. Da più parti - spiega Coppi - per dare nuovo impulso alle amministrazioni locali si afferma il modello della fusione di più comuni di piccole dimensioni, in modo che i soggetti più grandi siano in grado di gestire in modo più vantaggioso i servizi in piena autonomia politica e di indirizzo». Per questo Coppi ritiene che sia giunto il momento di «non rinviare una discussione concreta anche sul futuro di Castell’Azzara evitando di rimanere al palo del dibattito ed essere ai margini di decisioni che finiranno per travolgerci se non ci facciamo carico di affrontare il dibattito ed essere protagonisti come cittadini e come comune del nostro futuro. I benefici previsti per le fusioni sia a livello nazionale che regionale sono considerevoli ma scadranno proprio nel 2016». E Coppi elenca i 280 mila euro annui per 10 anni e altri benefici come la rottura del patto di stabilità. Coppi domanda al consiglio comunale di dire la sua e chiedere il referendum alle regione, ma ritiene necessario far esprimere i cittadini, fermo restando che dev’essere riconosciuto alle frazioni quale aggregazione vogliano. Si ripropone quanto successo per Monticello Amiata, che non volendo seguire il capoluogo nell’ipotesi di fusione con Campagnatico, Civitella e Roccastrada, ha imboccato la strada del dissenso, chiedendo di essere aggregato ad Arcidosso. «A Castell’Azzara - spiega Coppi - la frazione di Selvena gradirebbe l’aggregazione con Santa Fiora, mentre altri di Castell’Azzara preferirebbero andare con Sorano. Bisognerà muoversi nella democrazia più ampia». Intanto da Cinigiano Giovanni Barbagli che sta lavorando per attivare la fusione dei comuni e spinge perché Monticello sia con l’Amiata, mercoledì mattina sarà a Firenze: «Chiederò a quattro consiglieri di FI, di Toscana sì, del M5s e della lega Nord di muoversi per dare il via al referendum per la fusione dei comuni amiatini». E da Castell’Azzara il sindaco Fosco Fortunati fa sapere che la posizione ufficiale di Castell’Azzara resta, per ora, la volontà di proseguire con l’Unione: «Dopo l’uscita di Cinigiano gli altre sette comuni hanno ritrovato la coesione necessaria per andare avanti e portare a compimento questo percorso. Le cose stanno andando per il verso giusto e non capisco perché, quando una cosa funziona, bisogna lasciarla a metà strada. Non è né giusto né utile per nessuno». (f.b.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera