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Anche gli studenti del Nautico alla manifestazione dei marittimi
MONTE ARGENTARIO. Anche gli studenti dell’istituto Trasporti e Logistica (ex Nautico) aderiranno alla manifestazione del 3 febbraio. Mercoledì prossimo dalle 10 il piazzale Candi si riempirà di...
MONTE ARGENTARIO. Anche gli studenti dell’istituto Trasporti e Logistica (ex Nautico) aderiranno alla manifestazione del 3 febbraio. Mercoledì prossimo dalle 10 il piazzale Candi si riempirà di marittimi inferociti con leggi che, a loro dire, stanno mettendo in difficoltà il settore. Numerose associazioni nazionali hanno già dato conferma della presenza: tra queste, i Lavoratori marittimi del Tirreno centrale, la confindustria nautica Ucina, l’associazione marittimi del diporto, il collegio capitani, l’Italian Yacht Master, Amare Gaeta, Associazione marittimi Argentario e Lavoratori del Mare. Sul posto alcuni deputati del Movimento 5 Stelle, Sel e del Pd.
«Precisiamo - spiega Luigi Scotto, presidente della società Lavoratori del Mare - che la manifestazione sarà apolitica. Alcuni parlamentari ci hanno chiesto di partecipare. Come cittadini potranno essere presenti ma non sono gradite bandiere di partito». Sono interessati anche i ragazzi che escono dalle scuole superiori a indirizzo nautico, «considerato dall’Emsa non adeguato alla formazione del marittimo. Questo - puntualizza Maurizio Amato dell’associazione marittimi Argentario - grazie alla riforma Gelmini che ne ha ridotto le ore avvantaggiando le scuole private e favorendo la costituzione delle accademie, senza le quali non si può più imbarcare. Cosa fa il nostro governo? Riforma la scuola? Macché, istituisce un corso di 300/570 ore a spese dei ragazzi (minimo 3000 euro). Escono da scuola e devono spendere subito 1000 euro per corsi obbligatori, che forse non useranno mai perché non ci sono posti da allievo utili per la carriera mercantile. Chi non cambia mestiere prova con il diporto e va a fare i conti con un altro “capolavoro”, il decreto legge 121/2011 dove per avanzare in carriera ti devi imbarcare su barche a noleggio che in Italia sono mosche bianche. Allora si prendono i titoli inglesi, accettati dall’Italia ma con standard inferiori. Centinaia di giovani stanno acquisendo questi titoli stranieri e in pochi quelli italiani. Ci troveremo con una marineria tra le più importanti del mondo che naviga su barche italiane con patenti straniere. È vergognoso che l’Italia non tuteli i propri marittimi». (a.c.)
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