Il Tirreno

Grosseto

«Noi per Mascagni» Da Bonifazi a Marras l’appello dei 130

di Gabriele Baldanzi

Il gruppo di iscritti chiede all’avvocato di “confermarsi” «Sarà un buon sindaco perché ama la città dov’è nato»

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GROSSETO. Un appello - con 130 firme - rivolto a Lorenzo Mascagni è stato diffuso ieri sera poco prima delle otto dal Pd grossetano.

Stavolta il sostegno all’avvocato cattodem arriva tutto dall’interno del partito, dopo le 80 firme di una settimana fa raccolte invece nella cosiddetta società civile. Un colpo di scena, una comunicazione inattesa, ancora una volta infelice nella tempistica. Solo un paio d’ore prima, infatti, il segretario provinciale Marco Simiani aveva inviato ai giornali un documento in cui non si faceva alcun riferimento a Mascagni. «Lorenzo Mascagni - si legge - è portatore e interprete di un modello di politica antico e nuovissimo al tempo stesso, appassionato e lucido, vivace e sensibile, lontano da interessi particolari e in grado di avere una visione d’insieme. Mascagni sarà un buon sindaco perché ama la sua città, quella dove è nato e cresciuto, dove vive da generazioni la sua famiglia. I suoi legami sono forti e saldo è il rapporto con la comunità intesa come coesione tra le persone. Passione accompagnata dalla competenza e dalla conoscenza, dalla scelta di servizio che racconta la sua vita».

Questo gruppo di iscritti al Pd chiede a Lorenzo Mascagni di confermare la sua candidatura a primo cittadino, promettendo di sostenerlo tanto durante la campagna elettorale quanto nei cinque anni del suo mandato, «perché è la scelta giusta per la città». Tra le firme pesanti quelle del consigliere regionale Leonardo Marras e del sindaco Emilio Bonifazi, dell’ex primo cittadino Loriano Valentini, di Alfonso Brogi ed Enzo Rossi. E ancora i membri di giunta Arsenio Carosi, Giovanna Stellini e Giancarlo Tei. Sempre tra i big: Fabio Favali, Maurizio Frosolini, Francesco Rustici, Daniela Piandelaghi e Walter Lunardi.

Proprio ieri la direzione provinciale del Pd aveva sciolto altri nodi rispetto alle amministrative di giugno negli altri quattro comuni. In realtà le novità sono poche: a Castiglione della Pescaia il Pd va, come previsto, sul primo cittadino uscente Giancarlo Farnetani. A Scansano e a Orbetello (dove i sindaci uscenti non hanno ottenuto la conferma sul campo) sono probabili le consultazioni di coalizione per individuare il capolista; a Roccalbegna si attende la risposta della persona individuata come il miglior candidato possibile. Si parla di Daniele Capperucci.

«Abbiamo voluto ribadire che chi concorrerà alla carica di sindaco e di consigliere comunale – commenta Marco Simiani - dovrà costruire e determinare un progetto unitario e unificante; abbiamo fatto nei mesi scorsi un percorso chiaro in tutti i Comuni chiamati al voto. Nelle discussioni è emersa la necessità di introdurre nel governo di paesi e città forte discontinuità nel metodo di governo. In questo quadro il Pd deve dimostrarsi capace di cogliere il bisogno di cambiamento con persone e idee coerenti con questo bisogno».

Poi l’appello del segretario ai protagonisti delle partite: «Facciamo in modo che la stagione elettorale sia un laboratorio di analisi e progettazione, di emersione delle straordinarie risorse umane che le nostre comunità esprimono».

Per quanto riguarda le regole delle primarie fissate per domenica 6 marzo, la direzione nazionale del partito ha stabilito che non ci saranno modifiche. Presto quindi si insedierà l’apposita commissione, che verrà guidata – di fatto – dal responsabile dell’organizzazione del Pd Riccardo Vannozzi. Vi parteciperanno Pd, Psi, i cespugli di centro e le liste civiche. I candidati in quota Pd potranno avanzare la loro candidatura in due modi: o – come ha fatto Paolo Borghi – presentando i 2/5 delle firme dei componenti dell’assemblea comunale, o cercando le firme del 20% degli iscritti Dem presenti nel comune. Per gli aspiranti concorrenti non iscritti al Pd sarà stabilita una sorta di quorum di firme da presentare, un sostegno di semplici elettori residenti. Tornando al documento pro Mascagni, i dirigenti del Pd evidenziano come «il buon futuro non sempre è frutto di percorsi lineari. Ci sono passaggi storici e sociali che devono essere interpretati mettendo in campo letture diverse». Mascagni, secondo Marras & C., interpreta innovazione, rettitudine, una nuova sensibilità rispetto alle relazioni con la comunità.

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