Sindaci spaccati sul ddl Cirinnà Oggi alle 17 il sit in
Unioni civili gay e adozioni: appuntamento in centro storico Ecco chi partecipa. E chi preferisce invece il Family Day
GROSSETO. Oggi pomeriggio Grosseto, come altre 80 città italiane, scende in piazza per sostenere il ddl Cirinnà che punta al riconoscimento delle coppie formate da persone dello stesso sesso, l’adozione del figlio del partner e altri diritti. La proposta sarà discussa in Senato il 28 gennaio. Appuntamento alle 17 per un sit in in piazza San Francesco; a promuovere il tutto il comitato territoriale Arcigay Leonardo Da Vinci di Grosseto, in collaborazione con Agedo Toscana. Aderiscono i giovani Dem. E i sindaci cosa dicono?
L’amministrazione comunale di Grosseto ha dato il patrocinio, ma il sindaco Emilio Bonifazi non sarà presente al sit in perché Arci organizza due iniziative alla stessa ora. Più o meno in contemporanea col sit di Arcigay, il comitato provinciale Arci organizza una cerimonia per commemorare Norma Parenti e in scaletta alle 16,30 c’è proprio il sindaco. «Dunque non potrò andare all’evento sulla Cirinnà - spiega il primo cittadino - ma per noi andrà comunque Giovanna Stellini. Io concordo sul ddl perché c’è un problema di riconoscimento dei diritti e reputo giusto che il discorso sia portato avanti. È chiaro che ci sono situazioni da valutare con attenzione e relativi distinguo, ma alla fine credo che la realtà debba superare i discorsi di principio e porsi simili questioni onde evitare situazioni che in Italia sono discriminatorie».
Il sindaco di Orbetello Monica Paffetti taglia corto: «Io partecipo, certo. Voglio partecipare e lo farò con una delegazione, sono assolutamente favorevole». Favorevole è anche l’amministrazione comunale di Follonica che ha patrocinato l’evento con delibera di giunta. È l’assessore Mirjam Giorgieri a spiegare di aver deciso «con convinzione di partecipare perché siamo sensibili al tema e riteniamo opportuno ampliare e riconoscere i diritti di ogni cittadino. Mesi fa il consiglio comunale ha approvato una mozione, presentata da Pd, M5S e Gente di Follonica, per il riconoscimento e la trascrizione dei matrimoni celebrati all’estero tra persone dello stesso sesso. Il ddl Cirinnà è prioritario perché l’Italia possa essere al passo coi tempi nel riconoscimento dei diritti di tutti i cittadini».
Sul fronte del no, a Grosseto, sono Fabrizio Rossi (portavoce provinciale Fi-An) e Michele Barone (portavoce Gioventù nazionale Grosseto): «Su alcuni valori irrinunciabili come la famiglia non è possibile negoziare come sta facendo il Pd. Per questo abbiamo deciso di aderire alla manifestazione contro il ddl Cirinnà in programma il 30 gennaio a Roma. Il Family Day rappresenta per il nostro partito il naturale approdo per protestare contro lo scellerato Ddl Cirinnà in discussione in Parlamento. Riteniamo fondamentale la difesa del diritto di un bambino ad avere un padre ed una madre» .
Sergio Ortelli (isola del Giglio): «Non sono d’accordo sulla proposta di legge pur sapendo che questo tema va affrontato e regolamentato. Mi trovo assolutamente contrario alle adozioni in questioni, tema che secondo me dev’essere riconducibile alla “natura” delle cose». Così Diego Cinelli (Magliano): «Domani (oggi, ndr) io ho altri impegni, ma se anche non li avessi non andrei davvero. Con tutti i problemi che ci sono in Italia, ben più gravi, mi sembra un’assurdità che si parli di questo, che non sta nemmeno nella natura delle cose. La famiglia, per me, è giusto che sia come Cristo l’ha creata». Infine Arturo Cerulli (Monte Argentario): «Non mi interessa, non partecipo a queste manifestazioni che mi toccano il giusto. Non seguo l’argomento».
Elisabetta Giorgi
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