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In tre tentano di investire i carabinieri
Fuga a tutta velocità a bordo di un suv rubato Esplosi nella pineta due colpi di arma da fuoco
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. È andata bene. Non ci sono stati feriti. Né fra i carabinieri che si sono visti arrivare contro l’auto rubata e si sono buttati da una parte per evitare di essere investiti, sparando poi due colpi all’indirizzo dei fuggitivi. Né fra i castiglionesi o comunque fra le persone che mercoledì intorno alle 20,30 si trovavano a passare per le strade del paese, percorse contromano dalla stessa auto.
Ed è finita con tre arresti la fuga di tre giovani stranieri, tuti a bordo dell’auto rubata, un suv Nissan Qasqai che ha terminato la sua corsa ormai con il motore fuso a Bagno di Gavorrano, nemmeno un’ora dopo la sparatoria. Due cittadini di origine tunisina, Zedi Monji e Ghassen Hammami, entrambi di 26 anni e residenti a Pisa, così come è 26enne Gani Sula, albanese domiciliato a Grosseto, sono stati accusati di resistenza a pubblico ufficiale per essersi diretti a forte velocità verso le pattuglie dei carabinieri che, in forze, stavano per procedere al controllo dell’auto in pineta. L’operazione era scattata qualche minuto prima, verso le 20: un carabiniere aveva notato l’auto sospetta - perché risultata rubata - nel piazzale davanti al supermercato Eurospin di Castiglione e aveva dato l’allarme. Si era mobilitato il nucleo radiomobile della Compagnia, insieme ai militari di Braccagni e della stessa Castiglione, mentre il Qasqai si era spostato all’interno della pineta di Selene, a sud del paese. Le auto dei militari hanno circondato il mezzo e ufficiali e sottufficiali sono scesi per effettuare i controlli. In quel momento l’auto era ripartita a tutta velocità: due carabinieri si sono gettati di lato per evitare di essere investiti e uno degli ufficiali ha impugnato la pistola, esplodendo due colpi. L’auto - è stato accertato più tardi - era stata raggiunto da un proiettile all’altezza del montante posteriore, vicino alla ruota. Un’auto dei carabinieri ha provato a chiudere la strada ma le intenzioni chiare del mezzo hanno indotto i militari a evitare lo scontro.
Poi la fuga sulla provinciale, verso Castiglione della Pescaia: ponte Giorgini e poi via Fratelli Cervi, contromano, a più di 160 all’ora. Nessuno passava, fortunatamente, in quel momento. Nemmeno nel centro, dove l’auto è entrata passando dalla Portaccia e sfilando fino al monumento per poi dirigersi verso nord. Impossibile per le auto di piccola cilindrata dei carabinieri stare dietro al suv. Ma nel frattempo via radio era stato dato l’allarme ai presidi di tutta la provincia. E così è stato facile per l’Arma rintracciare il Qasqai, a Bagno di Gavorrano, una cinquantina di minuti dopo che era stato lanciato l’allarme: i tre sono stati arrestati da una pattuglia del Norm della Compagnia di Follonica mentre cercavano di allontanarsi a piedi dall’auto ormai inservibile.
I tre sono stati portati in caserma e posti in stato di arresto per resistenza a pubblico ufficiale. Sono rimasti nelle camere di sicurezza di piazza Lamarmora fino al processo celebrato ieri mattina. A tutti e tre è stato contestato anche il reato di ricettazione. L’auto è risultata rubata il 28 dicembre scorso a Campagnatico: è di proprietà di un imprenditore. I carabinieri stanno compiendo accertamenti per cercare di stabilire dove l’auto sia rimasta custodita in questi venti giorni dal furto.
A Monji e a Sula sono stati trovati un coltello a serramanico ciascuno (rispettivamente lame di 7,5 e 8 centimetri) e quindi è stato loro contestato anche il porto abusivo di arma. Nel corso della perquisizione sono spuntati fuori, infine, cinque grammi di cocaina.
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