Il Tirreno

Grosseto

Imprenditrice vince contro la Provincia

di Gabriele Baldanzi
Imprenditrice vince contro la Provincia

Palazzo Aldobrandeschi sbagliò a negarle il nulla osta per fare un impianto fotovoltaico e la risarcirà con 280.000 euro

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GROSSETO. Alla fine è andata anche bene. Il danno economico stimato era di cinque milioni e cinquecentomila euro, mentre il Tar ha condannato la Provincia di Grosseto a un risarcimento di 280.000 euro – a vantaggio di di un’azienda agricola nel Comune di Castiglione della Pescaia – che diventeranno circa 300.000 tra onorari di avvocati e verificatori, interessi e rivalutazione Istat.

È il prezzo che la collettività pagherà al “no” pronunciato da Palazzo Aldobrandeschi alla richiesta dell’azienda Meattini di realizzare un impianto fotovoltaico. Il Tribunale amministrativo regionale, quattro anni fa, aveva riconosciuto l’errore dell’ente pubblico nel negare l’autorizzazione. Per questo, come detto, erano stati valutati cinque milioni e cinquecentomila euro di mancati guadagni, poi ridotti dopo una lunga battaglia a colpi di perizie.

Vediamo L’antefatto. Si parte nel febbraio 2010, quando la signora Antonella Meattini chiede alla Provincia di Grosseto di realizzare un impianto fotovoltaico nel suo podere. L’Area pianificazione e programmazione territoriale della Provincia risponde picche: l’impianto è ritenuto non conforme al Ptc, il piano territoriale di coordinamento. E la conferenza dei servizi del successivo ottobre conferma tutto: l’impianto non si può fare.

L’azienda, a quel punto, fa ricorso al Tar e vince la causa: il tribunale riconosce che la Provincia ha sbagliato a negare l’autorizzazione. L’ente non si oppone e la sentenza passa in giudicato ad aprile 2012.

Nel frattempo, a marzo, la giunta guidata all’epoca dal presidente Leonardo Marras riconvoca la conferenza dei servizi e stavolta dà l’autorizzazione a costruire l’impianto.

A questo punto l’imprenditrice agricola si rende conto di aver perso due anni. La costruzione dell’impianto non parte. Antonella Meattini sostiene che il giorno stesso del rilascio dell’autorizzazione coincide con la pubblicazione di una bozza del Quinto conto energia, che rimette in discussione le tariffe incentivanti.

Sono gli anni in cui la legislazione in materia viene rivoluzionata. Dopo la valanga di finanziamenti del periodo precedente, il governo stringe i cordoni. Insomma, due anni di stallo a causa di un errore della Provincia (riconosciuto dal Tar) rendono concreto il rischio di iniziare la costruzione dell’impianto e poi non ricevere gli incentivi.

In realtà non è così, spiegherà il Tar successivamente. Ma lo stesso tribunale riconosce che l’imprenditrice ha diritto a un risarcimento, avendo patito un danno ingiusto, derivato dal mancato rilascio dell’autorizzazione nei termini previsti. Il fatto di non aver poi costruito l’impianto viene riconosciuto come responsabilità della ricorrente, ma comporterà solo una riduzione del risarcimento.

Nel 2014 il Tar dispone un approfondimento tecnico affidato alla Direzione generale per il mercato elettrico, le rinnovabili e l’efficienza energetica del ministero dello sviluppo economico: 200.000 euro la stima.

La Provincia, dal canto suo, ritiene plausibile che la cifra possa essere ulteriormente dimezzata, in virtù di relazioni ed eccezioni documentate in merito al funzionamento dell’impianto, le ore effettive di produzione, i costi dell’energia. Il finale.

Ora il tribunale ha stabilito la cifra esatta che spetta ad Antonella Meattini. Non 5.528.235 euro come richiesto, ma 280.000. Molti di meno, è vero, ma pur sempre una bella botta per le casse di Palazzo Aldobrandeschi.

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