«La laguna non è fuori pericolo Lavoriamo per evitare altre crisi»
Il sindaco di Orbetello fa il punto dopo l’allarme lanciato dai Pescatori sullo specchio acqueo «La preoccupazione è condivisa. Dobbiamo stare uniti nella richiesta di attenzione dal Governo»
ORBETELLO. «La laguna di Orbetello non è fuori pericolo». Lo dice senza mezzi termini il sindaco di Orbetello Monica Paffetti, precisando allo stesso tempo che «non è il caso di fare allarmismo anche se il comitato scientifico non ha mai escluso il rischio di nuove crisi». Sullo specchio lagunare l’amministrazione dice di essere al lavoro per evitare il ripetersi di quanto successo nel 2015.
«Uno degli interventi più importanti - spiega la Paffetti - è la manutenzione delle pompe, su cui su cui il Comune è impegnato per far partire il pompaggio a marzo. È la strada indicata dai professori Pierluigi Aminti e Silvano Focardi».
Il primo cittadino ricorda come la Regione abbia richiesto al Comune «un protocollo operativo sulle attività di pompaggio concordato con il Wwf per tenere conto della nidificazione degli uccelli». La delibera regionale stabilisce anche entro 60 giorni una valutazione di incidenza sulle attività riguardanti il diritto esclusivo di pesca e sulle attività di allevamento intensivo, l’obbligo di idonea certificazione di provenienza degli esemplari immessi in laguna, la verifica del regolare funzionamento della rete fognaria e un piano della sicurezza indicando scenari di rischio e procedure di intervento. Sul tavolo oltre al pompaggio anche la raccolta delle alghe. «I mezzi per la raccolta delle alghe – commenta il sindaco – non sono sufficienti e per questo abbiamo richiesto all’ente fiorentino un nuovo natante». La Paffetti ribadisce che la gestione della laguna ha bisogno di ingenti risorse e di un ente autonomo che coinvolga tutti i livelli istituzionali a partire dal Governo.
«Il tutto non può basarsi solo sulle risorse economiche di un piccolo Comune», sostiene. Riguardo alle condizioni della laguna, secondo quanto riportato dal biologo Mauro Lenzi in una relazione dello scorso dicembre, ci sarebbero sedimenti con una distribuzione della materia organica a macchia di leopardo. «Nella laguna di ponente - continua il sindaco - i valori di dicembre 2015 risultano talvolta superiori e talvolta inferiori a quelli del settembre 2015, con una media del 12%. Tale valore dovrebbe scendere all’8 per essere fuori pericolo. Nella laguna di levante la percentuale di materiale organico è più alta rispetto al settembre 2015. Del resto questa zona non è stata trattata e risente di maggiori problemi legati al grande processo distrofico di agosto».
A levante ci sarebbero anche i cianobatteri. «Il Comune, dopo la segnalazione, ha confrontato i dati con il professor Focardi e ha richiesto all’Arpat di Piombino di effettuare prelievi che hanno evidenziato non esserci problemi di tossicità né per l’uomo né per i pesci». Questo accadeva a dicembre perché a gennaio, sempre secondo Lenzi, la fioritura è decaduta e le acque di levante sono tornate trasparenti, aumentando però, nel sedimento, la concentrazione della materia organica.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
