Il presidio
Padre di famiglia bracca il ladro in terrazza
Grosseto, paura in via Turati: la suocera si accorge della tentata intrusione, il genero tiene sott’occhio l’uomo e avverte i carabinieri
GROSSETO. Cinque interminabili minuti a pochi centimetri dal ladro che aveva appena tentato di entrargli in casa. Cinque minuti che sono sembrati un’eternità, con quell’uomo reso irriconoscibile dal buio, bloccato in terrazza. Cinque minuti barricato in casa con la moglie, la suocera e il bambino piccolo, scongiurando che a quel malvivente non balenasse per la testa di fare una pazzia e di portare a termine il suo piano, e chissà cos’altro.
[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:cronaca:1.12777649:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/grosseto/cronaca/2016/01/14/news/prende-un-cappotto-e-scappa-le-commesse-lo-braccano-1.12777649]]
Sono stati forse i cinque minuti più lunghi della sua vita quelli passati nelle primissime ore di giovedì 14 gennaio da Simone (per ragioni di riservatezza ha chiesto di omettere il cognome). E il ricordo mette ancora i brividi.
Intorno alle 4 del mattino un uomo, aiutandosi con un vaso da fiori, si è arrampicato al balcone della sua casa al primo in via Turati, a Gorarella. Complice l’oscurità, ha fatto un foro nel telaio della finestra per arrivare alla maniglia. La finestra, però, non si è mossa e lui ha cercato di aprirla con una spallata.
«È stato in quel momento – spiega Michele – che mia suocera, che dormiva in soggiorno, vicino alla finestra, ha sentito il rumore e si è svegliata. Ha visto una sagoma alla finestra e ci ha dato l’allarme».
Simone stava dormendo con la moglie nella loro camera. In casa, anche il loro bambino di 18 mesi. «Mi sono subito alzato e sono andato in sala – racconta Simone – ho guardato in terrazza e lui era ancora lì. Ha cercato di nascondersi in un angolo perché in quel momento non riusciva a scappare, visto che c’era una macchina sotto. Non sono riuscito a vederlo in faccia, ma ho chiamato i carabinieri».
In quel momento è iniziato un filo diretto con la centrale. Con la cornetta attaccata all’orecchio e gli occhi appiccicati sul ladro, Simone si è barricato in casa. «Ci siamo chiusi dentro – racconta – aspettando l’arrivo dei carabinieri. La mia preoccupazione più grande è stata che tentasse di entrare. Ero preoccupato perché abbiamo un bambino piccolo».
L’attesa è durata circa cinque minuti, un lasso di tempo che è sembrato un’eternità. «I carabinieri dalla centrale hanno mantenuto il contatto telefonico con me per tutto il tempo, chiedendomi aggiornamenti – spiega Michele – e sono arrivati in brevissimo tempo. A un certo punto mi sono dovuto allontanare un attimo e quando sono tornato il ladro non c’era più. È riuscito a dileguarsi».
I carabinieri hanno fatto tutti i rilievi e si sono messi sulle tracce del ladro. Di lui, al momento, nessuna traccia.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
