Il presidio
La banda del cacciavite entra in casa di Danilo Piani
Grosseto, si intrufolano nell'abitazione in viale Michelangelo del consigliere della Fondazione Grosseto Cultura e notissimo parrucchiere in pensione
GROSSETO. Quando l’avviso del sistema di allarme gli è arrivato sul cellulare, lì per lì non gli ha dato peso. Pochi giorni prima era scattata la procedura di avviso, ma era stato un falso allarme. «Vado comunque a vedere», si è detto. Stavolta, purtroppo, il sistema non si era sbagliato e quelli che aveva intercettato erano coloro che le forze dell’ordine hanno già ribattezzato la “banda del cacciavite”.
Brutta sorpresa, ieri, per Danilo Piani, consigliere della Fondazione Grosseto Cultura, storico tifoso del Grifone e dello sport maremmano e notissimo ex parrucchiere in pensione.
Intorno alle 18 i ladri si sono introdotti nella sua casa in viale Michelangelo, muovendosi come ombre, arrampicandosi al primo piano riuscendo a beffare l’allarme per il tempo necessario a rovistare e fuggendo invisibili. «Sono probabilmente entrati in giardino da un buco nella siepe – racconta Piani – e si sono arrampicati in terrazza. Qui, usando una sedia, hanno manomesso l’allarme puntando il sensore verso il muro. Quindi hanno forzato l’avvolgibile con un cacciavite, rotto la finestra e sono entrati dentro». Forse tenevano sott’occhio l’appartamento da tempo. In casa, infatti, c’è sempre qualcuno.
Una volta dentro, hanno messo sotto sopra cassetti e armadi di tutte le stanze in cerca di soldi e gioielli e hanno cercato di forzare la cassaforte.
Nel frattempo il sistema di allarme è riuscito lo stesso a rilevare l’intrusione e ha inviato un messaggio sul cellulare del padrone di casa. Quando Piani è arrivato dei ladri non c’era già nessuna traccia: sono fuggiti da una finestra sul retro.
Alla fine il bottino è stato magro: un paio di occhiali da vista. La polizia ha rinvenuto delle impronte, che saranno analizzate.
«È importante – conclude Piani – che chiunque senta un allarme suonare avvisi le forze dell’ordine. Può fare la differenza». (f.f.)
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