Lesioni dopo il parto, indagati in tredici
La donna aveva subìto l’asportazione dell’utero dopo un’emorragia. Il gip incarica due esperti
GROSSETO. Tredici sanitari sono indagati per lesioni colpose, una conseguenza di un parto drammatico avvenuto nel novembre 2011. Alla partoriente, che era stata per qualche tempo in rianimazione, era stata asportato l’utero; successivamente aveva anche subìto l’asportazione di un rene.
Tutti coloro che erano entrati in qualche modo in contatto con la donna, che all’epoca dei fatti aveva 39 anni, sono stati iscritti nel registro degli indagati. Verosimilmente non tutti avranno responsabilità, sempre che siano riconosciute, ma al momento la Procura procede in modo da garantire a tutti l’esercizio della difesa. E una prima restrizione del campo di indagine potrebbe arrivare dall’esito della perizia che ieri il giudice delle indagini preliminari Valeria Montesarchio ha affidato a due esperti, il professor Vittorio Fineschi medico legale e il professor Mario Arduini dell’Università di Tor Vergata. Dovranno in sostanza stabilire se l’utero poteva essere salvato. I difensori degli indagati avevano chiesto che dall’esame venisse esclusa la vicenda dell’asportazione del rene, avvenuta a Pisa e dunque da incardinare eventualmente in quella Procura. Le operazioni cominceranno il prossimo mese, le parti si ritroveranno in aula ad aprile per la discussione.
Nella querela, erano stati lamentate lesioni anche per il bambino, lesioni che fortunatamente a oggi non si sono manifestate.
Nel giorno del parto, avvenuto con il taglio cesareo, si era manifestata un’emorragia imponente, tale da rendere indispensabile un intervento chirurgico d’urgenza. «Un intervento che salvò la vita alla donna», specificano i legali delle parti. Un intervento cui era seguita l’asportazione dell’utero. Successivamente, la donna era stata ricoverata in rianimazione. Sei mesi dopo era avvenuto l’intervento per l’asportazione del rene.
La Procura si era affidata al dottor Marco Di Paolo per la consulenza sulle lesioni riportate dalla donna e sul nesso causale. Sulla base delle conclusioni, il pm aveva chiesto l’archiviazione del fascicolo. Una richiesta alla quale la donna - che si era affidata al professor Maurizio Bresadola - si è opposta. Il gip ha deciso di affidare ai due esperti l’accertamento delle responsabilità in sede di incidente probatorio.
(p.s.)
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