Dirty Soccer: chiesti quattro anni e due mesi per il ds Nucifora
Grosseto, coinvolto nell'inchiesta come ex dirigente di Torres e Samb al momento gli verrebbe addebitata anche un'ammenda da 70.000 euro
GROSSETO. Con la requisitoria dell’accusa si è aperto a Roma il secondo filone del processo sportivo «Dirty Soccer» sulla base degli atti acquisiti dall’inchiesta aperta dalla Procura di Catanzaro. La procura federale, dopo tre ore di dibattimento, ha richiesto una cascata di punti di penalizzazione (148) e di squalifiche ai tesserati coinvolti.
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Tra le società chiamate a difendersi c’è anche l’Us Grosseto, che dopo la rinuncia alla Lega Pro della scorsa estate quest’anno non fa attività, e che deve rispondere all’accusa di responsabilità presunta per la gara contro il Santarcangelo (la Procura ha chiesto dodici punti di penalizzazione per i romagnoli) della passata stagione. L’Unione sportiva di proprietà della famiglia Camilli rischia un punto di penalizzazione, da scontare al momento in cui deciderà di partecipare ad un campionato di federale.
Nel processo per il calcioscommesse c’è anche l’avvocato Vincenzo Nucifora, nominato nei giorni scorsi direttore sportivo del Football Club Grosseto, da domenica scorsa capolista solitaria del girone G di serie D. La richiesta della procura federale per il 70enne dirigente, ex diesse di Torres e Samb, è di quattro anni, due mesi più 70.000 euro di ammenda.
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Tra le società imputate anche la Torres, avversaria dell’Fc Grosseto nella stagione in corso, per la quale sono stati richiesti sette punti di penalizzazione e 30.000 euro di multa.
Oggi verranno presentate le difese, le sentenze sono attese per la prossima settimana.
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