Il Tirreno

Grosseto

braccagni

Senza telefono da due mesi L’odissea di una ristoratrice

Senza telefono da due mesi L’odissea di una ristoratrice

BRACCAGNI. In Maremma c’è un ristorante che da più di due mesi (festività natalizie incluse) è senza telefono: e non si trova dentro Le Bandite di Scarlino, bensì a Braccagni. Parliamo de Il...

2 MINUTI DI LETTURA





BRACCAGNI. In Maremma c’è un ristorante che da più di due mesi (festività natalizie incluse) è senza telefono: e non si trova dentro Le Bandite di Scarlino, bensì a Braccagni. Parliamo de Il Madonnino (nella foto, la sala da pranzo), bar-ristorante-pizzeria a conduzione familiare. L’odissea dei titolari ce la anticipa Pino Cucinotta, pensionato che vive a Braccagni e che insieme ad altri generosi concittadini ha deciso di farsi carico di mappare le piccole e grandi cose che nel paese non vanno: tant’è che hanno inaugurato una pagina FaceBook – Braccagni Gr – dove chiunque può segnalare disservizi e disavventure.

Torniamo al Madonnino. Parliamo con gli interessati. «Tutto è cominciato – racconta Catia Carnesecchi, figlia della titolare – quando abbiamo deciso di cambiare gestore telefonico e di disdire il contratto con Telecom a vantaggio di Vodafone». Questo succedeva a ottobre. Il 5 novembre Telecom stacca la linea. I ristoratori si aspettano che da un giorno all’altro diventi effettivo il subentro con Vodafone. Sono ancora in attesa.

«I clienti chiamano – entra nel dettaglio Catia – e trovano il numero occupato. Non possiamo né fare né ricevere telefonate».

Catia ha trascorso gli ultimi due mesi a contattare i centro servizi delle compagnie telefoniche. Risultato? Il cosiddetto “rimpallo”. Non sono più clienti Telecom. E non sono ancora clienti Vodafone. Un limbo che non ti auguri, soprattutto se con il telefono ci devi lavorare. «Alla fine – dice Catia – ci avevano assicurato l’allaccio della linea per il 29 dicembre. Poi per il 4 gennaio. Siamo ancora senza telefono».

«A noi non interessa di quale compagnia sia la colpa – dice – Ci preoccupa il danno subito». Ci rendiamo conto che significa non poter contare su una linea telefonica per chi ha un’attività di ristorazione? «Noi facciamo tutto da asporto – descrive Catia – a partire dalla pizza. I camionisti ci chiamano la mattina per sapere se la sera siamo aperti. Durante le feste i clienti telefonano per conoscere il menù. In questi due mesi abbiamo subito una perdita del 30-40% in termini di prenotazioni». E non solo. «In passato – conclude Catia – al Madonnino si sono avvicendati tanti gestori: alcuni hanno aperto e chiuso. E non vorremmo che i nostri clienti, trovando la linea ko, pensassero che anche noi abbiamo fatto la stessa cosa». Non resta che attendere.

Giovanna Mezzana

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani